Apple ordina 12 petabyte di storage

La fonte è una testata specializzata, 'Storage newsletter', e l'indiscrezione è di quelle rumorose: non perchè possa destare particolare scalpore ma perchè contiene un numero impressionante. Apple avrebbe infatti ordinato uno spazio destinato a 'storage' presso Isilon Systems pari a 12 petabyte, ovvero 12 milioni di gigabyte. La destinazione d'uso sarebbe principalmente il servizio Mobile Me, con il quale addetti ai lavori e utenti pratici del mondo della Mela hanno già familiarità: si tratta del servizio 'cloud based' che consente di immagazzinare propri dati (documenti, foto, video e brani musicali) e di accedervi da remoto su abbonamento. Non è ancora chiaro se il  'personal locker' sarà a pagamento o gratuito (in questo caso il business continuerebbe a essere generato da quanto ruota intorno all'eco-sistema iTunes), ma si avvicinerebbe sempre più il momento in cui la casa di Cupertino mette finalmente a sistema l'acquisizione di Lala, che risale ormai a molti mesi fa.
Si fa sempre più rovente, dunque, la competizione sull'offerta di musica ad accesso remoto, che vede in prima linea - oltre a Apple - gli arci-rivali di Google (sulla cui spesso preannunciata 'Google Music' continuano ad abbondare i 'leak')  e Amazon, che con il suo Cloud Drive ha di recente anticipato tutti forzando la mano all'industria discografica, generando un dibattito che, come minimo, dovrebbe riuscire a procurare una qualche accelerazione sul tema del 'licensing', da molti considerato il vero freno all'espansione di questo genere di servizi.

    La fonte è una testata specializzata, 'Storage newsletter', e l'indiscrezione è di quelle rumorose: non perchè possa destare particolare scalpore ma perchè contiene un numero impressionante. Apple avrebbe infatti ordinato uno spazio destinato a 'storage' presso Isilon Systems pari a 12 petabyte, ovvero 12 milioni di gigabyte. La destinazione d'uso sarebbe principalmente il servizio Mobile Me, con il quale addetti ai lavori e utenti pratici del mondo della Mela hanno già familiarità: si tratta del servizio 'cloud based' che consente di immagazzinare propri dati (documenti, foto, video e brani musicali) e di accedervi da remoto su abbonamento. Non è ancora chiaro se il  'personal locker' sarà a pagamento o gratuito (in questo caso il business continuerebbe a essere generato da quanto ruota intorno all'eco-sistema iTunes), ma si avvicinerebbe sempre più il momento in cui la casa di Cupertino mette finalmente a sistema l'acquisizione di Lala, che risale ormai a molti mesi fa.
    Si fa sempre più rovente, dunque, la competizione sull'offerta di musica ad accesso remoto, che vede in prima linea - oltre a Apple - gli arci-rivali di Google (sulla cui spesso preannunciata 'Google Music' continuano ad abbondare i 'leak')  e Amazon, che con il suo Cloud Drive ha di recente anticipato tutti forzando la mano all'industria discografica, generando un dibattito che, come minimo, dovrebbe riuscire a procurare una qualche accelerazione sul tema del 'licensing', da molti considerato il vero freno all'espansione di questo genere di servizi.

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