NEWS   |   Industria / 07/04/2011

Heineken Jammin' Festival: ecco il cartellone (quasi) definitivo

Heineken Jammin' Festival: ecco il cartellone (quasi) definitivo

I Muse non ci saranno. E i Red Hot Chili Peppers nemmeno. Le anticipazioni pubblicate (e poi cancellate) dal sito dei Beady Eye non trovano conferma nel cartellone dell’Heineken Jammin’ Festival, presentato oggi a Milano. “Forse Liam Gallagher avrebbe voluto vederli sul palco, e sarebbe piaciuto anche a me”, ribatte il promoter Roberto De Luca incrociato al termine della conferenza stampa. “Con i Muse”, ammette, “ho dialogato, ma avevano strategie diverse per quest’estate. I Peppers invece escono a breve col nuovo album, saranno in tour tra fine anno e il 2012”. Restano dunque confermati gli headliner già noti, Coldplay per la prima sera (9 giugno), Negramaro per la seconda e Vasco Rossi per la terza. Il resto del bill (“ancora da completare con quattro nomi”, dice De Luca. “Li comunicheremo a breve, 15 giorni al massimo”), oltre ai tre vincitori del contest che apriranno il programma sul main stage, propone la prima sera i We Are Scientists e gli storici Echo & The Bunnymen (oltre a Cesare Cremonini e Beady Eye), il venerdì Fabri Fibra, Interpol, Verdena ed Elbow, il sabato All Time Low e i Pretty Reckless guidati dall’attrice e modella Taylor Momsen, star del serial tv “Gossip girl” (è l’antipasto più debole, ma tanto c’è Vasco).
Molta musica italiana: “Il motivo? Guardate le classifiche dei dischi più venduti”, replica l’amministratore delegato di Live Nation: “Nelle prime trenta posizioni ci sono ventidue artisti italiani”. E i Negramaro sono in grado di reggere il ruolo di headliner? “Hanno fatto 45-50 mila spettatori a San Siro, pochissimi in Italia se lo possono permettere. La buona notizia è che dopo l’operazione alle corde vocali Giuliano Sangiorgi è arzillo come non mai”. “Tra l’altro”, continua De Luca, “la loro sarà l’unica esibizione estiva. Mentre per i Coldplay quella di Venezia sarà l’unica data italiana dell’anno”.
L’ipotesi di allungare la permanenza al Parco San Giuliano di Mestre a quattro giorni non viene presa in considerazione. “Non per quest’anno, mancava un headliner all’altezza. Lo abbiamo già fatto due volte e per il futuro si vedrà. Lasciar fuori la domenica, invece, è una nostra scelta: è il giorno meno indicato per un festival”. Salta fuori, come al solito, la discussione sui prezzi: 150 euro (campeggio incluso) per chi compra l’abbonamento per le tre giornate è un salasso oneroso per il giovane pubblico dei festival? “Considerando il numero di esibizioni, fanno 3,45 euro a concerto: una proposta più che ragionevole, mi sembra” ribatte il direttore commerciale di Heineken Marco Alberizzi. “Per me 150 euro sono perfino pochi, rispetto alla concorrenza internazionale”, aggiunge De Luca. “Solo noi diamo la possibilità di acquistare biglietti per i singoli giorni, 55 euro più prevendita per il 9 e 10 giugno, 56 euro per il sabato. E ovviamente l’Heineken Jammin’ Festival non è solo musica: è occasione di svago e intrattenimento a 360 gradi, con aree dedicate al relax e alle attività sportive in uno spazio enorme e bellissimo”. Di cui il ceo di Live Nation dice di essere innamorato: “Ci torneremo? Spero proprio di sì, anche se ogni anno le somme si tirano a fine manifestazione”.
Le autorità locali non nascondono la speranza di rinnovare presto il contratto in scadenza, dopo sei anni di collaborazione. E il presidente della municipalità cittadina Massimo Venturini alza ulteriormente la posta in gioco: “Non posso anticipare nulla, ma Venezia è al centro di un progetto che potrebbe rivoluzionare il panorama musicale italiano”.