Sony Classical: come riportare in classifica un disco di 50 anni fa

L’entusiamo che ha circondato le celebrazioni dell’unità nazionale ha riportato in classifica a cinquant’anni di distanza  “I Canti che hanno fatto l’Italia”,  storica antologia che la RCA Italiana pubblicò nel 1961 su etichetta Living Stereo (e la cui ristampa ha debuttato al n.4 nella sezione compilation delle charts compilate da Gfk). Il doppio Lp, ora rimasterizzato e convertito in un doppio cd, festeggiava all’epoca il centenario della nascita dello stato italiano attraverso una selezione di brani interpretati da Mario del Monaco, Giulio Fioravanti, Nicola Rossi Lemeni, Angelica Tuccari, Virginia Zeani e l’Orchestra Sinfonica e Coro della RCA diretti da Franco Ferrara. “Lo abbiamo voluto ripubblicare per una questione di interesse editoriale prima ancora che di calcolo commerciale”, spiega a Rockol il direttore classica & jazz di Sony Music Luciano Rebeggiani. “Celebrare la ricorrenza dei 150 anni ci era parso un atto doveroso, da parte di un’azienda che opera sul territorio italiano e che dispone di un repertorio così importante”. “Nel riproporlo”, racconta Rebeggiani, “abbiamo dovuto affrontare il problema di recuperare grafiche e master originali. Sul primo aspetto ci è venuto in soccorso l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (l’organismo che dal novembre del 2007 è subentrato alla Discoteca di Stato, ndr), grazie al quale abbiamo potuto ricostruire il bellissimo libretto originale ricco di testi, foto, quadri, stampe e disegni. Il recupero dei master è stato più complicato: nonostante i metodi di conservazione adottati negli archivi RCA siano sempre stati ineccepibili, i nastri erano rimasti inutilizzati per troppo tempo e alcuni mostravano un depauperamento della qualità sonora. Abbiamo cercato un compromesso, mantenendo di base il mix originale ma ricorrendo al mono nei rari casi in cui lo stereo risultava irrimediabilmente compromesso. Poiché l’immagine stereo del master, ai tempi, non era stata volutamente ‘esasperata’, all’ascolto lo si nota pochissimo, a meno di disporre di un impianto di altissimo livello. La qualità sonora è di assoluta eccellenza, a riprova del fatto che le registrazioni effettuate all’epoca presso la sede RCA di Roma  utilizzando il celebre e avanzatissimo registratore Ampex customizzato a 3 piste non temevano confronti a livello mondiale. Mi sono sentito in dovere di presentare il prodotto in un involucro adeguato: fuori standard, simil-LP e cartonato con  stampa in oro a caldo. E sono arrivate anche le soddisfazioni commerciali: contiamo di venderne diverse migliaia di copie da qui a fine anno”. Un segnale importante, in un mercato considerato sempre più inerte: “Sì”, conferma Rebeggiani, “è la riprova del fatto che se si resta fedeli all’idea originale del disco, inteso come contenitore e veicolo di musica registrata, parole e grafica, il mercato esiste ancora.  Se invece si intende il prodotto come un puro e semplice pezzo di plastica, il pubblico reagisce di conseguenza. Cerchiamo sempre di lavorare con questo criterio, tentiamo sempre di trasmettere l’idea di un prodotto culturale di qualità”. Curando il mercato di nicchia, composto da appassionati e collezionisti, ma anche quelli di massa: “Creare prodotti su misura per le diverse tipologie di pubblico e di canale distributivo è un approccio che funziona, nell’ambito del repertorio di cui ci occupiamo. In esclusiva per Autogrill Sony ha realizzato una collana di cofanetti da 100 brani ciascuno che noi abbiamo integrato con due pubblicazioni di genere classico e jazz. Scelta del repertorio, packaging e grafiche di copertina sono stati studiati appositamente per attrarre un pubblico ‘veloce’ come quello che sosta nei punti di ristoro autostradali, e i risultati di vendita sono stati eccezionali: oltre 10 mila copie per ognuno dei due titoli. Il segmento del pubblico infantile risponde altrettanto bene, anche il nostro ‘Mozart per i bambini’ è entrato  in classifica”. E il digitale? “In tutta Europa il pubblico della classica e del jazz risponde più lentamente  di quello che ascolta pop e rock, ma ritengo si tratti solo di questione di tempo. Il futuro è lì, già oggi pubblichiamo molti prodotti in entrambi i formati,  fisico e ‘liquido’. Il digitale, piuttosto, risulta già prevalente in termini di comunicazione,  marketing e promozione: sul Web si informa e si scambia idee la grande maggioranza della nostra clientela, anche quella di età più avanzata. E strumenti come Facebook sono diventati  anche per noi un’opportunità eccezionale di marketing virale. Per certe pubblicazioni di grande importanza, comunque, gli investimenti in radio o sulla stampa restano fondamentali”.

Come tutte le maggiori concorrenti, Sony Classical ha intrapreso un percorso di trasformazione graduale, abbinando alla musica colta intesa in senso stretto il cosiddetto “adult contemporary” e allargando di molto le frontiere del suo repertorio attraverso il cosiddetto crossover. Una strategia ancora efficace? “Sì, a patto che si operi con giudizio.  A fine aprile, per esempio, pubblicheremo un album di tango interpretato dal grande baritono Erwin Schrott e  prodotto da Pablo Ziegler, per oltre un decennio pianista di Astor Piazzolla. Un disco assolutamente credibile dal punto di vista artistico, e di altissima qualità: proprio per questo sono convinto che avrà successo”.  

 

Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Andrea Micciché (NUOVOIMAIE)
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