Royalty digitali, contro Universal ora si attivano anche gli eredi di Rick James

Royalty digitali, contro Universal ora si attivano anche gli eredi di Rick James

Come previsto da molti osservatori, la battaglia ingaggiata dai primi produttori di Eminem (FBT Productions) contro la Universal Music per la restituzione di una quota delle royalty digitali ha scoperchiato un vaso di Pandora. Ora, infatti, anche gli eredi della star del funk Rick James, stroncato da un infarto nell’agosto del 2004, pretendono dalla major discografica il 50 % degli introiti ricavati dalle vendite di suonerie mastertones e di download su negozi digitali come iTunes, richiamandosi allo stesso assunto: le vendite di supporti in formato digitale comporterebbero una licenza ex novo e non configurano semplicemente un diverso canale distribuzione come sostiene la casa discografica (che, di conseguenza, pretenderebbe di continuare a riconoscere una percentuale identica a quella applicata alla vendita dei cd, normalmente pari al 12-15 % del prezzo di vendita). I legali della famiglia Johnson (vero nome di James) intendono sollevare un caso di ampia portata: di qui la decisione di presentare  la loro azione giudiziaria in forma di “class action”, in modo da consentire a qualunque altro artista di unirsi alla vertenza. Universal, attraverso un comunicato, ha ribattuto che le pretese avanzate dagli eredi di James sono sostanzialmente viziate e ha proclamato la sua volontà di difendersi in tribunale.

L’azione di FBT Productions era stata respinta dal tribunale di primo grado,  ma è stata successivamente accolta dalla Corte d’Appello; il mese scorso, la Corte Suprema statunitense ha respinto un controappello di Universal che le chiedeva di riprendere in esame la questione. Il problema riguarda principalmente i contratti discografici stipulati prima dell’avvento dell’era digitale (ed è già stato sollevato anche da altri artisti, come la Allman Brothers Band, che nel 2008 aveva citato in giudizio sia Universal che Sony Music); quelli più recenti solitamente statuiscono con precisione la spartizione delle royalty digitali tra artista e casa discografica.

James aveva firmato due contratti con la Motown Records (ora parte del gruppo Universal), nel 1977 e nel 1979.

 

 

 

 

 

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