USA: Eminem e Marilyn Manson accusati di istigazione alla violenza davanti al Senato

USA: Eminem e Marilyn Manson accusati di istigazione alla violenza davanti al Senato
In questi giorni, come riportato da Rockol, il Senato americano si sta occupando di come l’industria dell’intrattenimento (cinema, videogiochi e musica in particolare) proponga agli adolescenti americani concetti sempre più violenti, utilizzando anche forme di pubblicità che giocano col fascino dell’aggressività. Lyne Chaney, presidente di un’associazione per la tutela dei valori umani e moglie del candidato alla vicepresidenza repubblicano, Dick Cheney, ha apertamente accusato di fronte ai senatori la Seagram e indirettamente MTV, colpevoli rispettivamente di pubblicare i dischi di Marilyn Manson ed Eminem, e di premiarli. “Eminem esalta stupro e omicidio, parla di assassinare sua madre e usare un machete sulle donne, oppure strangolarle… Quest’uomo viene premiato dall’industria discografica. Per molto tempo abbiamo ignorato la violenza nell’industria dell’intrattenimento, dicendo che non ha effetto, dicendo che è solo un caso se gli assassini della Columbine High School erano fans di Marilyn Manson. (…) Non sono contro la libertà di espressione. Ma credo che in questo business ci dovrebbe essere più sensibilità e autocontrollo”, ha dichiarato, invocando (curiosamente) il rafforzamento del sistema voluto da Tipper Gore, moglie del candidato democratico e promotrice negli anni ’80 dell’adesivo “Parental advisory”. Hilary Rosen, presidente dell’associazione dei discografici (la RIAA) si è difesa elencando gli sforzi per l’autoregolamentazione, e dicendo che è in discussione la libertà di espressione. Danny Goldberg, presidente della Artemis Records, ha sostenuto che non si dovrebbero usare due pesi e due misure per valutare dischi e libri: “Questa è intimidazione politica che sa di censura: 15 anni di ostilità alla cultura giovanile da parte di Washington hanno contribuito all’alienazione ed apatia mostrata dai giovani nei confronti della politica”. Strauss Zelnick, presidente della BMG, ha concordato: “La violenza è un problema terribile. Ma l’interferenza del governo con la libertà di espressione potrebbe essere una cura peggiore del male”. Al termine di una seduta che le associazioni per la libertà di parola hanno inquadrato come “propaganda elettorale, dovuta alle imminenti elezioni” (vedi anche il sito freedomforum.org), il Senato ha dato sei mesi di tempo agli operatori del settore per trovare nuove, più efficaci forme di autoregolamentazione. In caso contrario è stata ventilata la possibilità di intervenire a livello normativo con una legge federale.
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