I Quintorigo si vestono di 'Grigio'

I Quintorigo si vestono di 'Grigio'
Base classica, passato rock e passione jazz son le fondamenta su cui si basa la proposta dei Quintorigo, che pubblica in questi giorni il secondo album “Grigio”. L’album ricalca lo stile del precedente “Rospo”, acustico, insolito e molto personale. Un disco che ha fruttato grandi riconoscimenti dalla critica, anche se non altrettanto si può dire delle vendite. Ma è risaputo che le hit parade non sono soggette a controllo qualità e, comunque, il quintetto di Cesena ha potuto saggiare in modo diretto l’entusiasmo del pubblico italiano con un tour di 70 date a supporto del primo lavoro. La nuova tournée partirà invece da Bergamo il 27 ottobre, con molte date ancora in via di definizione.
In “Grigio” troviamo otto nuovi brani e due cover (“Highway star” dei Deep Purple e il tema portante della colonna sonora di “Lola Darling” di Spike Lee), essenziali e quasi totalmente privi di interventi sui suoni. “Addirittura abbiamo deciso di non fare la masterizzazione finale – affermano gli autori del disco -, o meglio, di farla a casa nostra con un intervento molto blando che rispettasse le dinamiche e le frequenze dei suoni. Il nostro primo cd era stato un po’ rovinato da questo intervento, che serve a standardizzare le sonorità tagliando le frequenze e schiacciando le dinamiche, livellando i pianissimo e i fortissimo secondo un’usanza un po’ barbara diffusa soprattutto in Italia”. E i puristi Quintorigo vorrebbero nei loro dischi un suono più vicino possibile a quello naturale dei loro strumenti, visto che di strumenti acustici si tratta e quindi anche le dinamiche assumono una rilevanza fondamentale nell’esecuzione. Sia in studio che dal vivo, come spiega il contrabbassista Stefano Ricci, la band usa “gli effetti comunemente usati nella musica rock: distorsori, echi, delay, phaser, flanger”. “Sicuramente proveremo in futuro anche degli harmonizer – aggiunge John De Leo, il cantante – per cercare di ottenere da uno strumento sonorità orchestrali”.
Insomma, una formazione unica nel panorama italiano, con quattro archi, voce e sax, in grado di distinguersi dal marasma di produzioni standardizzate che rendono tutte uguali le programmazioni radio e le colonne sonore delle automobili di passaggio in strada. Ci voleva.
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