Raiuno, riparte 'Ciak...si canta!': i cantanti di oggi interpretano i classici

Enrico Ruggeri, Tricarico, Paolo Meneguzzi e il tenore Riccardo Caruso, pronipote di Enrico, sono i primi cantanti italiani a raccogliere la sfida lanciata dal nuovo format di “Ciak.

si canta!”, programma di Raiuno la cui terza edizione, articolata in sette puntate tematiche e rivoluzionata nei contenuti, va in onda a partire da venerdì 8 aprile. Obiettivo: “Spingere gli artisti (in gara, nella prima puntata, anche cantanti non professionisti come Barbara De Rossi, Enzo Decaro, Anna Falchi e Max Giusti) a mettersi in gioco e a essere meno pigri”, spiega in conferenza stampa  il capo struttura della rete ammiraglia Rai Michele Bovi. Nessuno spazio per la promozione canonica delle novità discografiche né per il proprio vecchio repertorio, dunque, ma un omaggio ai classici (altrui) della musica italiana: Tricarico riproporrà “L’italiano” di Toto Cutugno (.come all’ultimo Festival di Sanremo),  Ruggeri si cimenterà con “Eri piccola” di Fred Buscaglione, Meneguzzi riprenderà “La terra dei cachi” di Elio e le Storie Tese. Le   loro performance, come sempre corredate da “videoclip animati” realizzati per l’occasione ma stavolta eseguite interamente dal vivo, verranno giudicate da un quartetto di opinionisti che include Stefano D'Orazio, mentre il gradimento del pubblico verrà misurato da un “applausometro” ( lo strumento usato per la prima volta in tv cinquantacinque anni fa da Enzo Tortora e reso popolare da Pippo Baudo ai tempi di “Settevoci”). Non mancherà, nell’arco delle sette puntate, un angolo dedicato ai  filmati storici in formato Cinebox, il juke box per immagini inventato da due industriali italiani che tra l’aprile del 1961 e il 1964, ricorda Bovi, fece da moderno antesignano al videoclip. “Parliamo di vintage e non di antichità, sennò mi arrabbio”, scherza Francesco Facchinetti, che accanto a Belen Rodriguez condurrà il programma  con la missione di attirare anche fasce di pubblico estranee al target classico di Raiuno. Che per la realizzazione dei clip, conclude Bovi, darà spazio anche ai giovani, “avvalendosi del contributo di allievi delle scuole nazionali di cinematografia, oltre che di affermati video maker”. 

 

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