EMI a un bivio: dovrà vendere una parte del catalogo per fondersi con Warner?

Il commissario europeo Mario Monti sarebbe deciso a impedire la fusione tra EMI e Warner Music se le due società discografiche non si impegneranno formalmente a restringere i confini del loro “merger” da 20 miliardi di dollari entro martedì 19 settembre. La clamorosa anticipazione arriva dal Financial Times, secondo cui è probabile che Monti, preoccupato dalla quota di mercato predominante che i due gruppi controllerebbero sul fronte delle vendite discografiche e delle edizioni musicali, chieda alla EMI di disfarsi di una parte delle sue etichette e dei suoi copyright. Un incontro tra i vertici EMI e il commissario europeo è stato fissato per lunedì 18 settembre, nell’estremo tentativo di salvare l’operazione. Secondo fonti ufficiose, la EMI si sarebbe impegnata a non restringere l’accesso alla tecnologia richiesta per ascoltare online i brani musicali di sua proprietà e a garantire la libera disponibilità del suo catalogo per la vendita in rete per un periodo di cinque anni. La major inglese e la sua partner americana Warner Music tuttavia non hanno ancora preso alcun impegno scritto in merito: e a questo punto, fa notare ancora il Financial Times, c’è il rischio che le limitazioni sostanziali imposte dalla Commissione Europea a tutela della concorrenza rimettano in discussione la logica commerciale dell’intera operazione. Una possibile soluzione a disposizione delle due case discografiche sarebbe quella di ritirare la proposta di fusione prima che questa venga definitivamente bloccata, e di ridisegnare i contenuti del “deal” in modo da adeguarsi preventivamente alle richieste dell’antitrust.
Music Biz Cafe, parla Paolo Salvaderi (Radio Mediaset)
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