I 60 anni di Francesco De Gregori: gli auguri di Rockol e degli artisti

I 60 anni di Francesco De Gregori: gli auguri di Rockol e degli artisti

"Ti porto un ragazzo che se io sono il liceo classico lui è l'università": il "liceo classico" a parlare è Fabrizio De André, mentre avverte Nanni Ricordi, decano della discografia italiana, di tenere d'occhio un giovane talento del "giro" del Folkstudio di Roma. L'"università", il ragazzo che poi divenne uno dei maggiori rimpianti professionali di Ricordi, che non riuscì mai a lavorare con lui, è Francesco De Gregori. Un carattere spigoloso e delle canzoni indimenticabili: la carriera del cantautore meno innamorato dei riflettori sulla scena tricolore è tutta giocata su questo dualismo. Innamorato di Bob Dylan e Leonard Cohen nei primissimi anni Settanta, quando nella capitale - grazie al fratello Luigi - muove i primi passi, il "Principe" - come lo chiamano - incrocia, in modo più o meno significativo, le carriere di tutti i suoi colleghi più illustri, da Venditti a Dalla, da De André e Graziani, fino a Baglioni (protagonista, con lui, di un'improvvisata esibizione davanti al Pantheon, nella Capitale, verso la fine del 1975, e che ritrovò per la prima volta su un palco "vero" lo scorso anno, dopo quarant'anni, sul palco del festival O'Scià di Lampedusa).
Cantautore impegnato, come si diceva all'epoca, ma non allineato (celebre il "processo" al Palalido di Milano da parte di alcuni esponenti della sinistra extraparlamentare, poi cantato da alcuni colleghi come Roberto Vecchioni, in "Vaudeville", Edoardo Bennato, in "Era una festa", e Luciano Ligabue, in "Nel tempo"), insofferente ai tic e ai riti del musicbiz tricolore (è uno dei pochi, o forse l'unico, a non fare del suo deliberato disinteresse per Sanremo - al quale pur partecipò, come autore, nel 1980, firmando il testo di "Mariù", che su musica di Ron venne presentata in gara da Gianni Morandi - un vessillo snob), De Gregori ha regalato alla storia della canzone italiana episodi indimenticabili come "Alice", "Niente da capire", "Rimmel", "Generale", "Ma come fanno i marinai", "Viva l'Italia", "La leva calcistica della classe '68", "La donna cannone" e tanti altri che adesso sarebbe inutile stare ad elencareLui, che oggi doppia la boa dei sessant'anni, forse festeggerà, o forse no.
A fargli gli auguri però, ci pensa qualche suo illustre collega. Come Fiorella Mannoia, che con lui ha condiviso tanto: le canzoni, anzitutto, come quelle che Francesco ha scritto per lei. Ma anche una lunga serie di concerti, culminata nel 2002 con la pubblicazione del disco dal vivo "In tour". E, guarda caso, anche lei compie gli anni proprio oggi.
Rockol l'ha raggiunta al telefono e Fiorella ha colto l'occasione per salutarlo così. "Gli faccio i più grandi e sinceri, amorevoli auguri. E gli ricordo che è tre anni più vecchio di me, come faccio ogni anno quando ci sentiamo per scambiarceli", scherza l'artista. "Francesco all'inizio incute soggezione, sarà la sua autorevolezza, la sua altezza o il fatto che ha un carattere un pochino spigoloso qualche volta", prosegue la Mannoia, "La prima volta che l'ho incontrato ero imbarazzatissima, quasi intimorita. Ma poi si è sciolto e ho capito che è un uomo simpatico, divertente e gioviale, anche se spesso è piuttosto umorale".
Ma quali canzoni sceglierebbe la Mannoia, tra tutte quelle che De Gregori ha scritto per lei? "Sicuramente `Giovanna d'Arco´ perché secondo me è un capolavoro, posso dirlo tanto non l'ho scritta io". E tra quelle scritte da Francesco? "La scelta è molto difficile, con grande sforzo posso dire `Bufalo Bill´".
Rockol, per questa occasione speciale, ha però voluto contattare anche un autore della "nuova generazione", Daniele Silvestri, che con un videomessaggio ha voluto rendere onore al "Principe" della canzone italiana. Ecco gli auguri di Daniele, per il quale Francesco De Gregori è sempre stato un esempio da seguire, un cantautore da imitare.

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Probabilmente Francesco De Gregori non si curerà troppo di queste celebrazioni, con la grande nonchalance che gli è propria. "Mi sembra di aver scritto un'unica canzone", ebbe a dire poi lui, al quale gli onori e le celebrazioni non sono mai piaciuti. Se lo dice lui, probabilmente, sarà vero, quindi noi non aggiungiamo altro. Anzi, ci permettiamo solo di citare un suo collega, che in "Forever young" canta: "May your song always be sung".

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