NEWS   |   World / 09/09/2000

Anggun presenta a Roma il nuovo album ‘Chrysalis’. E spara a zero su Napster

Anggun presenta a Roma il nuovo album ‘Chrysalis’. E spara a zero su Napster
Due anni fa aveva sbaragliato classifiche di vendita (300.000 copie soltanto in Italia, album pubblicato in 33 paesi) e d’ascolto con “Snow on the Sahara”, hit single diventato poi anche il titolo del suo primo album internazionale, inciso per la Sony Music. Ma la storia di Anggun, come lei stessa tiene a precisare oggi, quando parla del suo nuovo lavoro, inizia da molto più lontano.
26 anni, indonesiana di Giakarta, una bellezza mozzafiato, Anggun Cipta Sasmi incontra i giornalisti all’Hotel Majestic di Roma proprio in occasione dell’uscita del suo nuovo album, “Chrysalis”, prodotto, come il precedente, dal francese Erick Benzi. A chi le domanda dove siano finite le influenze indonesiane della sua musica, risponde, gentilmente piccata: «Ho iniziato a fare musica all’età di 9 anni, quando ho inciso il mio primo disco, e sin da subito mi sono rifatta alla musica rock occidentale e non, come molti pensano, a quella del mio paese. Mi sarebbe sembrato banale propormi come un’artista con influenze musicali indonesiane, preferisco inserire dei riferimenti al mio paese in modo più sfumato». Il singolo “Still reminds me”, seguendo una tradizione già inaugurata con successo da “Snow on the Sahara”, si avvale dell’abbinamento con uno spot pubblicitario: soddisfatta? «Diciamo che hanno deciso tutto i miei discografici con i clienti della pubblicità. Personalmente non ho niente in contrario al binomio musica/pubblicità, può rivelarsi un buon modo di presentare nuove canzoni». E’ stato difficile scrivere questo album, consapevoli del successo del precedente? «Direi di no. Dopotutto non ho fatto altro che fare promozione, in questi tre anni, e ho conosciuto persone e situazioni che ho descritto in diverse canzoni. E’ un album più maturo, ma anche molto naturale», risponde senza scomporsi. A farne scomporre il radioso sorriso ci prova allora qualcuno, domandandole come reagirà qualora questo album dovesse andare meno bene del precedente, visto che non contiene – a parere dell’interlocutore – una canzone ‘perfetta’ all’altezza di “Snow on the Sahara”. «Cosa vuol dire perfetto per te?», dice attaccando, e poi replica: «”Snow on the Sahara” era una canzone perfetta per come ero tre anni fa. Cercare di scriverne un’altra sarebbe tentare di ricreare qualcosa in laboratorio. Ho scritto altre canzoni per questo disco, che mi sembrano perfette per come sono adesso. E in ogni caso, anche se non dovessero andare bene, mi ritengo già da ora soddisfatta per aver potuto fare un album così». Ha mai incontrato, lei, l’emblema della bellezza asiatica, del razzismo o della considerazione morbosa nei suoi confronti? «No, mai, figuriamoci. Vivo in una città con molti razzisti, Parigi, ma non mi è mai successo niente del genere». Suonerà questo album dal vivo? «Certo, sto per preparare un tour europeo e asiatico, credo che partirà all’inizio del prossimo anno». Ci sono artisti con cui le piacerebbe collaborare? «Certo, sono moltissimi, ma non so se loro vorrebbero collaborare con me...», si schermisce. E poi racconta dell’importante esperienza live vissuta con il Lilith Fair Tour di due anni fa: «E’ stato bellissimo, perché mi ha dato l’occasione di farmi conoscere anche negli States. E’ un tour gestito interamente da donne, con roadie donna, tecnici del suono donna, e tantissime lesbiche tra il pubblico. Ho ricevuto addirittura una proposta di matrimonio da una di loro. Però è stata una grande esperienza». Internet e Napster: quale il parere di Anggun? «Napster non dovrebbe esistere. Trovo poco etico che chiunque possa avere libero accesso a tutto ciò che vuole senza pagare una lira, scaricando e ascoltando musica che costa fatica agli artisti e soldi alle case discografiche. Lo trovo codardo anche perché non c’è nessun tipo di legge a regolare questo genere di problematiche. E’ ridicolo che Madonna abbia lavorato per mesi al suo album e che adesso molta gente se lo sia già scaricato e ascoltato senza spendere una lira. Spero che questa situazione finisca». Intanto finisce la conferenza stampa, Anggun offre caramelle a tutti e chiede: «Avete avuto ciò che desideravate?», ma visto che nessuno ha il coraggio di chiederle un bacio tutto finisce lì...
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