UK, il governo pronto a sostenere la musica e le altre industrie creative

UK, il governo pronto a sostenere la musica e le altre industrie creative

Cronache da un altro mondo: nell’ambito del documento di programmazione economico-finanziaria del 2011, il governo inglese ha previsto l’istituzione di un organismo, il Creative Industries Council, destinato a promuovere sul mercato interno e internazionale l’intero settore culturale/creativo del Paese (musica, cinema, videogiochi, moda, design) e il suo accesso alle fonti di finanziamento, relativamente soprattutto alle piccole e medie imprese. Davanti al Parlamento, il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne ha illustrato in sintesi le misure finalizzate “a dar voce al settore nei riguardi della comunità finanziaria e a coordinare l’azione a fronte delle barriere che si frappongono alla sua crescita”. “Oltre a regolare l’accesso alle risorse finanziarie”, ha aggiunto Osborne, “il CIC prenderà in esame altri temi importanti del settore, che potranno includere le competenze professionali, i mercati di esportazione, la disciplina normativa, la proprietà intellettuale e le infrastrutture”.

Tra i primi e più entusiasti sostenitori dell’iniziativa figura Feargal Sharkey, ex frontman degli Undertones e cantante di successo, che oggi presiede l’’organizzazione di categoria UK Music. “E’ un passo avanti importante”, ha dichiarato a Billboard.biz, “perché il Regno Unito diventi il più grande esportatore netto di musica nel mondo”. “Sembriamo incapaci di accedere normalmente alle risorse finanziarie perché finanziatori e investitori semplicemente non capiscono i concettti di copyright e proprietà intellettuale e il fatto che ci vuole tempo a sviluppare un artista”, ha aggiunto Sharkey sottolineando che l’attuale successo mondiale di un giovane talento come Adele è “il risultato di cinque anni di sviluppo, supporto e investimento da parte della sua casa discografica e delle persone che la circondano”. Secondo UK Music, che l’anno scorso aveva anticipato molti dei temi ripresi dal governo in un manifesto programmatico intitolato “Liberating creativity”, le industrie creative britanniche impiegano oggi quasi due milioni di persone e contribuiscono complessivamente per l’8,2 % al PIL nazionale.  

Il Council dovrebbe entrare in funzione entro il mese di giugno, e dovrebbe includere rappresentanti dei ministeri competenti accanto ad esponenti dei settori industriali rappresentati. 

 

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