I Rolling Stones contro il fisco di Sua Maestà: annullato il tour britannico

I Rolling Stones contro il fisco di Sua Maestà: annullato il tour britannico
Fa notizia l’annullamento della parte britannica del “Bridges to Babylon Tour”, attribuita dai quotidiani inglesi a ragioni fiscali. Di fatto, Jagger e soci hanno emesso un comunicato datato 7 giugno nel quale, annunciando l’annullamento delle date previste per il prossimo agosto (e riprogrammandole per il giugno 1999), riconducevano la decisione - tra le altre ragioni - anche a non meglio identificate “questioni fiscali”. Secondo il Times, queste ultime sarebbero in effetti quelle prevalenti: i calcoli del quotidiano londinese stimano in circa 35 miliardi di lire l’esborso che ne sarebbe scaturito a favore del fisco se le quattro date agostane dei Rolling Stones fossero state portate regolarmente a buon fine. "Se avessimo fatto i concerti britannici, l’intero tour europeo si sarebbe chiuso in perdita e non avremmo proprio potuto permetterlo, sarebbe stato stupido”, è stato il commento di Mick Jagger al Times.
La tassa della discordia è un tributo nuovo di zecca, in base al quale cade l’esenzione che era prevista per i lavoratori che trascorrono la maggior parte dell’anno all’estero e che non si trattengono sul suolo britannico per oltre 62 giorni. Si tratta di una modifica del sistema fiscale annunciata a metà marzo dal cancelliere dello scacchiere Gordon Brown, che incide pesantemente su tutti coloro che trascorrono più di 300 giorni di lavoro fuori dall’amata Gran Bretagna. Fino ad oggi, questi soggetti (tra i quali figurano evidentemente moltissimi cantanti inglesi) godevano di una agevolazione particolare. Ora si teme che anche altri protagonisti del mondo della musica (Elton John e Spice Girls in testa) possano decidere di seguire l’esempio degli Stones, annullando o non programmando esibizioni dal vivo. Unica soluzione al problema, per ora, sembra essere quella di un trasferimento del domicilio fuori dalla Gran Bretagna: in pratica una emigrazione forzata in paradisi fiscali che in ogni caso non farebbe molto piacere ai laburisti e neanche agli altri contribuenti.
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