Thom Yorke: ‘L’elettronica mi ha salvato’

Thom Yorke: ‘L’elettronica mi ha salvato’
In un’intervista pubblicata sul numero in uscita del mensile “Q”, Thom Yorke dei Radiohead racconta il suo stato d’animo nel periodo che ha preceduto la “nascita” di “Kid A”, il nuovo album della band, le cui registrazioni sono iniziate nel gennaio 1999. “La sera del 31 dicembre 1998 è stato uno dei momenti peggiori della mia vita. Avevo paura di diventare pazzo. Ogni volta che prendevo in mano una chitarra mi sentivo male. Iniziavo a scrivere una canzone, mi fermavo dopo 16 battute e poi mettevo via lo spartito in un cassetto, lo tiravo fuori, lo facevo a pezzi, lo distruggevo...mi sentivo affondare”. E’ a questo punto che Yorke ha iniziato ad ascoltare musica elettronica in dosi massicce. “Aveva un effetto rinfrescante, perché la musica aveva una sua architettura precisa e non c’erano le voci. Eppure mi emozionava, come la musica suonata con la chitarra. Ne avevo abbastanza della melodia, volevo il ritmo”. Il chitarrista dei Radiohead, Ed O’Brien sottolinea nella stessa intervista come il gruppo abbia dovuto imparare a “essere parte di una canzone senza suonare una nota”, un’esperienza che ha causato spesso tensioni. E di Thom Yorke dice: “Lui ha fatto l’università e ha quel tipo di ordine mentale per cui si dice ‘Ok, ho fatto questo: ora devo andare oltre’. Penso che Thom sia come i vari John Lennon e i vari David Bowie...ha un dono incredibile”. O’Brian, inoltre, rivela che il brano “Knives out” – che non è stato incluso in “Kid A” – ha richiesto per essere completato 373 giorni.
Dall'archivio di Rockol - Radiohead: Thom Yorke e l'imprecazione in loop
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