I programmi delle major sul Dvd audio: 'mah, forse, chissà...'

Che fine ha fatto il Dvd audio? Salutato qualche anno fa come la nuova frontiera del suono digitale, il supporto multimediale (che ha una capacità teorica sette volte superiore a quella di un normale Cd audio, e che permette di ascoltare musica con risoluzione 24 bit su sei canali surround, includendo anche testi, immagini fisse e video nel menù di navigazione) sembra essere snobbato persino dalle major discografiche, nonostante la comparsa sul mercato dei primi lettori dedicati su marchi Technics e Panasonic (entrambi di proprietà Matsushita, a prezzi variabili tra i 1000 e i 2000 dollari, per il modello da auto).

La sola Warner, tra le "cinque sorelle" che dominano il mercato discografico mondiale, ha annunciato di essere pronta a pubblicare una dozzina di titoli nel formato entro il mese di ottobre. Sony, a sua volta, ha fatto sapere di essere prossima a commercializzare qualche Dvd audio, pur rimanendo intenzionata a spingere sul formato alternativo Super Audio Cd (SACD), da essa stessa sviluppato in collaborazione con Philips, e che non consente tuttavia la riproduzione di immagini in movimento: la quarantina di titoli che la major nipponica ha attualmente in catalogo dovrebbe aumentare a un centinaio di numeri entro la fine dell'anno. Da parte di BMG, EMI e Universal, invece, solo vaghe dichiarazioni di interesse nei confronti del supporto, ma nessun piano di marketing e di pubblicazione dettagliato. Colpa di alcuni ostacoli, tuttora irrisolti, relativi alla protezione dalle copie, al licensing e ai prezzi di hardware e software (i pochi titoli in circolazione sono in vendita a circa 20 dollari l'uno), ma soprattutto della esplosione di musica, spesso gratuita, sul web. Probabilmente, l'MP3 ha già fatto un'altra vittima.

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