MP3Board contrattacca: 'Anche AOL e Time Warner violano i diritti'

Nel litigiosissimo mondo della musica online capita di frequente che accusati e accusatori si scambino di ruolo. Questa volta, a finire sul banco degli imputati sono due colossi dell'establishment come America Online e Time Warner, chiamati in causa da MP3Board, uno dei più conosciuti motori di ricerca musicale sul web, come primi responsabili dello sviluppo e della diffusione di Gnutella, uno dei tanti programmi di scambio di file musicali in rete che turbano i sonni dell'industria discografica. I legali di MP3Board (a sua volta citata in giudizio, nel giugno scorso, dalle major per presunte violazioni ai copyright) fondano la loro accusa sul fatto che a creare il software in questione sono stati proprio alcuni programmatori di AOL; quest'ultima ribatte che anche se questo corrisponde a verità, è altrettanto vero che si è trattato di un'iniziativa autonoma di questi ultimi non ascrivibile alla internet company e che Gnutella non è mai stato promosso né adottato ufficialmente da AOL anche per non creare attriti con la stessa Time Warner, uno dei maggiori fornitori di quei "contenuti" che i programmi di file sharing mettono quotidianamente a disposizione di milioni di utenti. L'obiettivo di MP3Board è dichiarato: ottenere dal giudice di New York un provvedimento che sancisca la piena legalità di Gnutella (software su cui essa fa uso), oppure una sentenza che stabilisca la corresponsabilità civile di AOL e Time Warner per eventuali violazioni ai copyright. La prima ipotesi, secondo molti osservatori, è la più probabile, in considerazione del fatto che, a differenza di sistemi analoghi come Napster o Scour, Gnutella viene utilizzato per lo scambio in rete di ogni genere di informazioni, e dunque anche per applicazioni perfettamente lecite, oltre ad essere un programma "open source" utilizzabile da chiunque e a non violare direttamente alcuna tecnologia antipirateria. In caso contrario, gli avvocati di MP3Board chiedono provocatoriamente che anche AOL e Time Warner vengano condannate al risarcimento dei danni ai titolari dei brani musicali piratati grazie al programma. Secca la replica dei portavoce di AOL: "Più che su elementi giuridici oggettivi - è stato il loro commento - l'azione legale di MP3Board si fonda sulla disperazione".
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