Glasvegas: 'Un album ispirato, ma con qualche ombra, come la natura umana'

Glasvegas: 'Un album ispirato, ma con qualche ombra, come la natura umana'

Si sono fatti conoscere nel 2008 con il singolo "Daddy's gone", brano malinconico e riflessivo. Sono i Glasvegas, che tornano a tre anni da "A snowflake fell (and it felt like a kiss)" del 2008 con il nuovo disco "EUPHORIC /// HEARTBREAK \\\", in uscita il prossimo 5 aprile.

Rockol ha incontrato i quattro membri della band in occasione del concerto di questa sera al Magnolia di Milano, nel quale verranno presentati, in anteprima, alcuni brani del nuovo lavoro: "Siamo davvero contenti di suonare stasera a Milano, l'atmosfera qui in Italia è sempre magica. Siamo venuti a suonare nel vostro Paese a Ravenna un paio di anni fa, è stato uno dei nostri concerti più belli. Stasera faremo molti brani dei due lavori precedenti e qualche pezzo di 'EUPHORIC /// HEARTBREAK \\\'. Siamo davvero curiosi della reazione del pubblico e di come possano rendere i brani dal vivo", dichiara James Allan, leder della band. I Glasvegas sono in ottima forma, in particolare James, che si è ripreso del tutto dall'overdose del 2009.
Di bianco vestito, Allan spicca tra gli altri componenti del gruppo: Rab Allan, suo cugino, Paul Donoghue e la nuova batterista svedese, Jonna Lofgren: " Ho incontrato i ragazzi a Londra, mi trovavo in Inghilterra per motivi di studio e lavoro. La prima volta che ho parlato con loro mi ricordo di non aver capito quasi nulla, mi sono limitata a sorridere e ad annuire con la testa, avrebbero potuto dirmi di tutto. Ora capisco ogni singola parola, sono diventata una scozzese doc. I Glasvegas sono famosissimi in Svezia e non mi sembrava vero che volessero includere me nella formazione. Neanche a dirlo, sono stata davvero contenta quando mi hanno chiamata per propormi di diventare la loro nuova batterista", ha detto Jonna.
Il nuovo album della band di Glasgow è nato su una spiaggia di Malibù ed è ispirato, nella melodia e nelle liriche, in parte al "sunset" che Allan amava osservare ogni giorno dalla finestra della sua casa sulla spiaggia, in parte al film "Blade runner": "L'idea di 'Blade runner' mi è venuta sul tour bus, guardavo questo film in continuazione. So che non è un'idea originale e che milioni di dischi avranno preso spunto dalla malinconia che attraversa tutto il lungometraggio, ma ho fatto mio questo stato d'animo e l'ho reinterpretato. Questo disco esplora in particolar modo la bellezza delle cose, dellla natura, delle persone. E' piuttosto positivo rispetto all'album precedente. Sono rimasto folgorato dalla luminosità dei tramonti di Malibù, quella luce ti pervade, è come se fosse tua. Lo racconto nel brano 'Shine like stars', frase preferita da Marilyn Monroe, attrice che abbiamo scelto per la copertina del nuovo album. Tutti abbiamo una luce dentro di noi che brilla in contesti differenti: può venir fuor quando sei con una persona, quando suoni da solo o davanti a migliaia di persone. Tutti viviamo delle situazioni in cui siamo capaci di brillare di una luce intensissima", prosegue James.
I Glasvegas sono davvero a loro agio: ridono, scherzano e raccontano aneddoti, come l'ingresso in studio della madre di Allan, che ha collaborato con loro in questo disco: "E' entrata come un uragano in sala di registrazione. All'inizio non ne voleva quasi sapere di partecipare a questo progetto, dopo ha preso praticamente il controllo della situazione. Ero molto nervoso al pensiero di dover registrare dopo ciò che ho passato negli scorsi anni. Lei lo ha fatto per me, mi ha visto davvero in difficoltà e sapva che la sua presenza mi avrebbe aiutato. E' stata davvero importante per me, anche se mi correggeva spesso e toccava un po' troppo i tasti del mixer, quasi volesse prendere il posto di Rick Rubin e Rob Ellis, nostri produttori e due grandi professionisti. Abbiamo registrato l'album negli States, a Los Angeles, posto assurdo, pieno di contraddizioni. E' davvero difficile registrare un album in stile americano se vieni da Glasgow. Ringrazio inoltre mia madre per avermi fatto notare che ero un pessimo calciatore, non mi sporcavo mai e non ero un granchè a dire il vero, anche se sognavo il calcio nel mio futuro. Grazie mamma, di cuore", racconta James.
Tra i loro estimatori, la band vanta artisti come Bono e Alan McGee, ormai di famiglia. "Sappiamo che Bono ha speso parole di approvazione per noi e ne siamo davvero fieri. Alan McGee, invece, è un carissimo amico. Ci è venuto a vedere ad uno dei nostri primi concerti a Glasgow, c'erano venti persone, lui era il ventunesimo. Mia sorella lo ha riconosciuto subito, ha attaccato bottone e lui le ha detto che ci voleva conoscere, Tra un té e dei cioccolatini è nata la nostra amicizia. Ora ci telefoniamo per raccontarci i nostri problemi, è un fratello. E chi lo avrebbe mai detto?", conclude il frontman della band.

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