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I Decemberists scrivono al Congresso Usa: 'Salvate Internet e la radio pubblica'

I Decemberists, musicisti di crescente popolarità e "orgogliosi cittadini dell'Oregon", sono preoccupati per i tagli dei finanziamenti alla radio pubblica e per gli ostacoli che il Congresso Usa vuole introdurre all'accesso a Internet: così hanno preso carta e penna e hanno scritto ai rappresentanti del loro Stato in Parlamento per manifestare le loro preoccupazioni e convincerli, se possibile, a fare qualcosa per cambiare la situazione. "La nostra capacità di costruirci una fan base in patria e all'estero è dipesa e ancora dipende in gran parte da internet e dal modo in cui quest'ultimo ha cambiato i modi di relazionarsi tra musicisti e ascoltatori", scrivono i cinque musicisti nella missiva resa pubblica e ripresa dal sito Digital Music News. "Vi dipendiamo per qualunque cosa, dal nostro negozio online a siti di streaming come Pandora e Rhapsody, fino a siti di social networking come Facebook e Twitter. Alcuni di essi ci aiutano a raggiungere il pubblico, altri a vendere i nostri prodotti e a generare ricavi per i nostri dipendenti e per noi stessi", aggiungono Jennifer Conlee-Drizos, Christopher Funk, Colin Meloy,John Moen e Nate Query, spiegando di avere costruito un "piccolo business di successo" che impiega più di una dozzina di persone e di avere già venduto 1,25 milioni di dischi nel mondo (il nuovo album "The king is dead" ha raggiunto il numero uno nelle classifiche di vendita americane). "L'accesso libero al web e alle sue innovazioni è cruciale per la nostra band e per la nostra comunità", sottolineano i Decemberists lanciando subito dopo un altro grido di allarme riguardo il futuro dell'emittenza pubblica. "La radio pubblica è stata paladina della nostra band e di molti altri musicisti nativi dell'Oregon", sottolineano Meloy e compagni ricordando che nel 2006, un anno cruciale per la band, il loro disco di allora ("The crane wife") venne votato il migliore dell'anno dagli ascoltatori della NPR. "All'epoca beneficiammo anche di passaggi radio in molte stazioni pubbliche sparse per il Paese, in un momento in cui il nostro airplay sulle reti commerciali era bassissimo o inesistente". "Oggi migliaia di artisti fanno affidamento sull'esposizione generata da NPR e dalle altre stazioni radio non commerciali", concludono i Decemberists. "Eliminare i fondi alla pubblica radiofonia produrrebbe un grave danno a chi svolge la professione di musicista, per non dire degli effetti negativi che avrebbe sulle economie locali".

    I Decemberists, musicisti di crescente popolarità e "orgogliosi cittadini dell'Oregon", sono preoccupati per i tagli dei finanziamenti alla radio pubblica e per gli ostacoli che il Congresso Usa vuole introdurre all'accesso a Internet: così hanno preso carta e penna e hanno scritto ai rappresentanti del loro Stato in Parlamento per manifestare le loro preoccupazioni e convincerli, se possibile, a fare qualcosa per cambiare la situazione. "La nostra capacità di costruirci una fan base in patria e all'estero è dipesa e ancora dipende in gran parte da internet e dal modo in cui quest'ultimo ha cambiato i modi di relazionarsi tra musicisti e ascoltatori", scrivono i cinque musicisti nella missiva resa pubblica e ripresa dal sito Digital Music News. "Vi dipendiamo per qualunque cosa, dal nostro negozio online a siti di streaming come Pandora e Rhapsody, fino a siti di social networking come Facebook e Twitter. Alcuni di essi ci aiutano a raggiungere il pubblico, altri a vendere i nostri prodotti e a generare ricavi per i nostri dipendenti e per noi stessi", aggiungono Jennifer Conlee-Drizos, Christopher Funk, Colin Meloy,John Moen e Nate Query, spiegando di avere costruito un "piccolo business di successo" che impiega più di una dozzina di persone e di avere già venduto 1,25 milioni di dischi nel mondo (il nuovo album "The king is dead" ha raggiunto il numero uno nelle classifiche di vendita americane). "L'accesso libero al web e alle sue innovazioni è cruciale per la nostra band e per la nostra comunità", sottolineano i Decemberists lanciando subito dopo un altro grido di allarme riguardo il futuro dell'emittenza pubblica. "La radio pubblica è stata paladina della nostra band e di molti altri musicisti nativi dell'Oregon", sottolineano Meloy e compagni ricordando che nel 2006, un anno cruciale per la band, il loro disco di allora ("The crane wife") venne votato il migliore dell'anno dagli ascoltatori della NPR. "All'epoca beneficiammo anche di passaggi radio in molte stazioni pubbliche sparse per il Paese, in un momento in cui il nostro airplay sulle reti commerciali era bassissimo o inesistente". "Oggi migliaia di artisti fanno affidamento sull'esposizione generata da NPR e dalle altre stazioni radio non commerciali", concludono i Decemberists. "Eliminare i fondi alla pubblica radiofonia produrrebbe un grave danno a chi svolge la professione di musicista, per non dire degli effetti negativi che avrebbe sulle economie locali".

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