Applicazioni musicali: Echo Nest e Island Def Jam segnano la strada del futuro?

Applicazioni musicali: Echo Nest e Island Def Jam segnano la strada del futuro?

La Island Def Jam del gruppo Universal Music è la prima etichetta discografica major a firmare un contratto di licenza “one stop” con Echo Nest, società di Somerville (Massachusetts) che ha creato una API (Application Programming Interface) aperta a tutti gli  sviluppatori di applicazioni musicali. In base all’accordo, che sarà inizialmente operativo sul solo territorio statunitense e i cui contenuti essenziali sono stati anticipati da Billboard.biz, i creatori di “app” che aderiscono alla piattaforma accettando le condizioni del contratto potranno liberamente attingere al catalogo e al roster dell’etichetta (Justin Bieber, Rihanna, Kanye West ecc.) per creare i loro prodotti, senza  dover chiedere ogni volta autorizzazioni preventive o pagare ulteriori oneri di licenza: un risparmio evidente in termini di costi e di tempo ( gli sviluppatori di applicazioni musicali si lamentano spesso della difficoltà di organizzare incontri con i responsabili delle etichette), e un notevole balzo in avanti in termini di efficienza, dal momento che attraverso la API dedicata la casa discografica potrà rendere istantaneamente note le sue richieste e valutare simultaneamente la bontà delle applicazioni proposte. In base al contratto, IDJ diventerà l’editore di ogni app musicale distribuita sul mercato e ne controllerà la distribuzione, spartendone i ricavi con lo sviluppatore e con Echo Nest e provvedendo, ove necessario, a compensare gli autori ed editori musicali. 

“Questo accordo”, ha spiegato a Billboard il ceo di Echo Nest Jim Lucchese, “vuole colmare il gap che purtroppo ancora esiste tra sviluppatori indipendenti di applicazioni e titolari dei contenuti concessi in licenza”. “E per ora”, aggiunge, “si tratta di un test. Siamo tutti d’accordo sul fatto che questo è il modo in cui i contenuti verranno distributi agli sviluppatori di app nel futuro. E’ molto più efficiente, e molto più sensato. Ma sappiamo che lungo il percorso ci saranno delle sorprese, riguardo al tipo di applicazioni che verranno proposte, così come in tema di  diritti e  approvazioni che dovremo ottenere per realizzare concretamente alcuni prodotti. Non è possibile anticipare tutto al nastro di partenza, e dunque l’idea è di invitare gli sviluppatori a cominciare a muoversi”. “L’idea che le etichette siano soltanto delle grandi società aggrappate ai loro diritti che non pensano a innovare non corrisponde a verità. Ci piace innovare, ci piace essere all’avanguardia dei processi creativi”, ha spiegato il vp IDJ per il digital and business development Jon Vanhala. “Il nostro compito è di massimizzare il potenziale delle nostre pubblicazioni e del nostro catalogo: ho già avuto molte conversazioni con manager e artisti a questo riguardo, e sono in tanti ad esserne entusiasti”.

       

 

 

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