Napster, sospesa l'esecuzione capitale: l'attività - per ora - continua

Nel pomeriggio di venerdì 28 luglio, la Corte d'Appello Federale statunitense ha accolto un ricorso d'urgenza di Napster, consentendo temporaneamente la prosecuzione dell'attività fino a quando sarà stata emessa una sentenza definitiva. Napster avrebbe dovuto chiudere alla mezzanotte del 28 luglio, ora americana, secondo la decisione del giudice Marilyn Hall Patel (vedi News); i legali della società hanno convinto i giudici d'appello sostenendo che la chiusura avrebbe significato la morte dell'azienda. Grande soddisfazione da parte dei dipendenti di Napster, mentre ancora non si conoscono le reazioni dell'industria discografica (la notizia è arrivata pochi minuti fa, quando negli Stati Uniti erano circa le 18).
Nelle ultime ore si erano moltiplicate le iniziative a favore di Napster: un web site ha già raccolto 60.000 adesioni ad una petizione in cui i sottoscrittori si impegnano a non acquistare più nemmeno un disco fino a quando la RIAA ritirerà la causa contro Napster: se anche ognuno dei firmatari rinunciasse all'acquisto di un solo disco, ciò costerebbe all'industria discografica oltre due miliardi di lire. Napster, dal canto suo - vedi News - aveva invece lanciato un'iniziativa di “buy-cott”, invitando i propri utenti ad acquistare, durante il weekend, un disco di uno degli artisti che hanno rilasciato dichiarazioni favorevoli alla società (fra cui Radiohead, Limp Bizkit, Chuck D e Marianne Faithfull).
E si moltiplicano le iniziative intese a sviluppare “cloni” di Napster: il californiano Dale “Diego” Hayes (che dirige Naphoria, un sito web con base nel Regno Unito) ha annunciato la nascita di AudioGnome, un sistema che consente di ottenere gli stessi risultati di Napster, ma che anziché utilizzare un server centrale si serve di 70 server indipendenti - situati negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Canada e anche in Italia - che consentono lo scaricamento e l'utilizzo gratuito di un programma chiamato OpenNap. “Napster è stata colpita perché possiede un server” ha detto Hayes, “noi non ne possediamo, quindi non ci possono attaccare” (anche perché il numero di server collegati a AudioGnome è in continuo aumento).
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