Dalla promuove Articolo 31 e Prozac +, e boccia i professionisti del rito-rock

Dalla promuove Articolo 31 e Prozac +, e boccia i professionisti del rito-rock
Lucio Dalla ha presentato a Bologna le musiche di "Enzo Re", il progetto culturale che apre le iniziative che vedono Bologna capitale della cultura nel 2000. Rockol aveva già parlato dell'opera, il cui autore è quel Roberto Roversi che ha firmato alcune delle canzoni migliori del cantautore emiliano, e per informazioni al riguardo rimandiamo i nostri lettori all'Archivio. Qui riportiamo invece il punto di vista di uno dei "senatori" della musica italiana sul panorama attuale.

Chiacchierando con i giornalisti, Dalla ha avuto elogi soprattutto per i Prozac +: «La loro musica è di un rigore assoluto, paragonabile a quello della Gioconda. Li ho visti in concerto due volte: fuori della scena sembrano dei tour operator, sul palco sono da neurodeliri». Se la acida band di Pordenone dal vivo è il top, per quanto riguarda i dischi, Dalla non ha dubbi: «Gli ultimi quattro album italiani importanti sono quelli degli Articolo 31: i loro testi sono assolutamente unici». Insomma, Dalla crede nelle nuove generazioni ma non nelle case discografiche, che «pensano solo a fare dischi che piacciano alle radio. Che per carità, fanno il loro mestiere: è nelle case discografiche che si favorisce l'omogeneizzazione e non l'anomalia».
Passando ai colleghi affermati, Lucio distingue tra quelli che vanno "oltre la musica": («Baglioni in tv mi ha suggestionato, lui ha vissuto la dolce epopea del dissenso critico che rende felici gli artisti») e coloro che «si godono l'eterno portare i ceri al mito facendo concerti di retorica pura». Si parla forse di Vasco Rossi? Dalla non cade nel trabocchetto: «Vasco è stato protagonista di un evento straordinario, con il suo concerto di Imola l'Italia si è adeguata agli standard internazionali. La musica vive di sublimazione, di miti e riti. Vasco ne è capace e se lo merita».

Di se stesso, infine, Dalla dice: «Mi faccio trasportare dal momento, faccio canzoni lontanissime tra loro come "Caruso" e "Attenti al lupo", o cose con i Solisti Veneti, o con Petrucciani davanti al Papa. Quando mi capita di vendere tanto, come con "Canzoni", che è arrivato a un milione e ottocentomila copie, arrivano i sensi di colpa, e torno a fare cose che facevo senza essere capito. Il mio prossimo disco, "1999" (in uscita il febbraio prossimo), sarà privo di muri musicali, un po' come l'ultimo di Madonna».
Dall'archivio di Rockol - Pillole di saggezza di Lucio Dalla
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.