Vivendi Universal: per il governo francese è OK

Vivendi e Seagram hanno superato il primo ostacolo politico al loro progetto di fusione: a conferma delle voci che da qualche giorno circolavano negli ambienti finanziari e istituzionali, l’authority francese per il settore radiotelevisivo, CSA, ha dato il via libera all’operazione, ritenendo sufficienti le garanzie di ottemperanza alla normativa antitrust nazionale fornite dai vertici di Vivendi. L’ok dell’organo governativo è arrivato dopo che il presidente della holding transalpina, Jean-Louis Messier, ha accettato di modificare sostanzialmente i piani iniziali che prevedevano il passaggio del 100 % degli interessi economici della pay-tv Canal Plus alla costituenda Vivendi Universal: mossa in contrasto con la legislazione francese che non consente a nessun azionista di possedere più del 49 % di una rete televisiva nazionale. Il CSA (Conseil Superieur de l’Audiovisuel) ha ottenuto che la divisione francese di Canal Plus mantenga la sua autonomia economico-finanziaria attraverso il pieno controllo della sua base di abbonati, oltre 4 milioni di utenti. La stampa francese non ha tuttavia mancato di criticare Messier, accusandolo di avere commesso un grossolano errore di valutazione nell’attendersi il rilascio di un lasciapassare senza condizioni da parte dell’authority. Gli analisti finanziari ritengono tuttavia che le modifiche strutturali apportate al progetto originale di fusione tra Seagram e Vivendi non ne modifichino la sostanza strategica ed economica. Ora la parola passa agli organi antitrust della Unione Europea, la cui prima pronuncia in merito è attesa per il 21 agosto: allora si saprà se la commissione richiederà una proroga di 4 mesi per istruire un’indagine più approfondita, come ha fatto di recente a riguardo della fusione tra EMI e Warner Music.
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