Approvata la nuova legge antipirateria

Approvata la nuova legge antipirateria
Ci sono voluti quattro lunghi anni di dibattiti parlamentari, ribaltoni governativi, emendamenti, ripensamenti e lobbying incessante, ma alla fine le sospiratissime misure contro la pirateria audiovisiva (contenute nella nuova legge sul diritto d'autore) sono arrivate: proposto per la prima volta nel 1996, quando alla guida del governo italiano c'era l'attuale presidente della Comunità Europea Romano Prodi, il disegno di legge contenente le nuove norme in materia è stato finalmente approvato nella notte del 25 luglio dal Senato della Repubblica, in forma definitiva e senza ulteriori emendamenti rispetto al testo votato un mese prima alla Camera dei Deputati. “Merito di uno schieramento trasversale che copre tutto l'arco costituzionale, e che ha sostenuto l'iter della legge dall'inizio alla fine: quasi un miracolo, visti i toni aspri che la battaglia politica tra governo e opposizione assume ogni giorno, e visto che l'orientamento generale va in direzione di una depenalizzazione dei reati” spiega, comprensibilmente soddisfatto, il presidente dell'unità antipirateria FPM (nonché direttore generale FIMI) Enzo Mazza, raggiunto telefonicamente a Londra da Rockol per un commento a caldo sulla notizia. “In particolare – aggiunge Mazza – l'industria discografica e quella video sentono il bisogno di ringraziare i DS, Forza Italia e Allenza Nazionale: sono stati loro i veri artefici del passaggio della legge in parlamento” (mentre Verdi e Lega hanno fatto opposizione fino alla fine). Le nuove norme introducono pene detentive e sanzioni amministrative più gravi a carico di chi produce, assembla, distribuisce e consuma supporti audio, video e multimediali piratati: si va da 1 a 4 anni di reclusione per i reati più gravi, ad ammende di 300.000 lire per ogni copia prodotta e commercializzata violando i copyright; non si salvano nemmeno gli acquirenti di materiale illegale, che verranno puniti con una multa di 100.000 lire per ogni infrazione commessa. L'industria musicale (così come quella videografica, altrettanto attiva nel richiedere un inasprimento delle pene per i reati sui diritti d'autore) spera in questo modo di arginare un fenomeno, quello della pirateria, che in base alle stime più recenti dell'associazione internazionale IFPI erode ancora il 25 % delle vendite ai produttori legittimi, e che nell'ultimo anno ha conosciuto una nuova impennata con il boom delle vendite di Cd-r; solo pochi giorni fa la Guardia di Finanza ha sequestrato più di 11.000 Cd-r pirata, 98 masterizzatori e 66 duplicatori di cassette nel corso di un'operazione, la terza nell'arco di poche settimane, condotta a Napoli, culla della pirateria musicale italiana. L'introduzione di norme più efficaci contro il traffico illecito di cd, video e cassette era invocata a gran voce anche dai maggiori organismi internazionali, a cominciare dalle autorità americane che presiedono al commercio internazionale, e che da tempo avevano inserito l'Italia nella lista nera dei paesi sotto osservazione minacciando di ricorrere ad azioni di ritorsione commerciale.
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