Paolo Conte torna in tour: presto un nuovo album e un musical

Paolo Conte torna in tour: presto un nuovo album e un musical
I quotidiani di oggi danno spazio all’incontro con Paolo Conte, ospite sulle pagine di spettacolo di Repubblica, Stampa e Messaggero in occasione del suo ritorno in scena con le canzoni di “Mocambo soirée”, spettacolo che questa sera fa sosta alla rassegna jazzistica di Anzio, in scena a Villa Adele. Scrive Pietro D’Ottavio su Repubblica: “Ad Anzio sbarcarono gli americani, nel '44. Da qualche anno, invece, lei è sbarcato negli Stati Uniti: il Los Angeles Times la definisce "traghettatore della musica dal vecchio al nuovo secolo". Quando tornerà in America? "Già, credo che proprio da Anzio, e da pochi altri porti italiani, siano arrivati i famosi e leggendari "V-discs", che ogni appassionato vero ricorda con venerazione. Come "traghettatore" (secondo la benevomente esagerata definizione della stampa americana) spero di poter accettare di esaudire una grossa richiesta di spettacoli negli Stati Uniti per il prossimo anno". Ci sono altri progetti riguardo l'attività all'estero? "Dopo tre anni di tournèe continue in giro per il mondo, ho rallentato un po' con gli spettacoli". Tra qualche mese dovrebbe uscire un suo nuovo disco. È già a buon punto? Ed è vero che l'idea di fare un musical dal suo "Razmatazz" va avanti? "C'è qualche progetto, ma al momento è tutto top-secret".(...) Come procede la collaborazione con Emergency, l'associazione di medici impegnati nelle zone più disastrate dalle guerre? "Da diversi anni seguo l'attività di Emergency, già da molto tempo prima del concerto a Santa Cecilia (andato in scena nel ' 99, ndr). Auguro a questa iniziativa tutto il bene che merita". Non sono pochi i giovani influenzati dal suo stile. "Francamente non riesco a vedere in giro dei discepoli". Rimpiange qualcosa della sua professione di avvocato? "Rimpiango qualche aspetto tecnico di quella mia passata professione. Nelle notti d'insonnia m'invento qualche caso e cerco di risolverlo". Paolo Conte e la pittura. "È un vizio capitale, ancor più antico, nella mia vita, di quello della musica. Ho ripreso recentemente ad allenare la mano con matita e pennelli. È sempre un vizio delizioso". Affila le unghie Marinella Venegoni de La Stampa, alla ricerca di informazioni relative ai nuovi progetti dell’Avvocato: “Sul palco, è tornata con i fiati scintillanti anche una perla nera, quella Ginger che qualche anno fa già aveva accompagnato ai cori il Nostro e che ora, un po’ altera e misteriosa, ci fa venire in mente Razzmatazz, protagonista dell’omonima storia che Conte terminò di scrivere nel 1987 e che fu pubblicata poi nell’89 in un volume lussuoso e raffinato edito da Allemandi: conteneva la trama, gli spartiti, e 187 tavole illustrate di un Conte per molti, all’epoca, inaspettato e raffinato pittore specializzato in autoritratti. Pur tra le comprensibili reticenze estive, pare proprio che il prossimo disco conterrà quel materiale che ha occupato per anni l’immaginario dell’autore. Conte ne ha sempre parlato come di una tela di Penelope, e ora sotto la tenda fa solo una breve precisazione: «Ma non è che io voglia offrire un musical. Io incido i brani, e poi se qualcuno vuole, l’opera è lì pronta per un allestimento». In realtà pare proprio che la sfida sia già stata raccolta da una casa produttrice francese che ne vuole ricavare un film, invece che un musical teatrale. Conte stesso avrebbe lavorato in questi mesi alla sceneggiatura, secondo alcune voci. «Razzmatazz - ci aveva spiegato Paolo Conte - è un termine inglese fuori moda come le canzoni, sentimentale e con una connotazione di insincerità. Avevo trovato questa parola su un disco del ’21 o ’22, potrebbe essere l’etimologia segreta del jazz». Nel suo libro dell’89, egli aveva immaginato Razzmatazz come una ballerina nera degli Anni 20, che sparisce misteriosamente durante un viaggio in treno verso Parigi dove l’attende Marius Le Rideau, proprietario del locale «Le soir». Marius Le Rideau conta le ballerine, scopre che ce n’è una in meno e chiede aiuto al commissario Aigrette. Razzmatazz simboleggia la passione per il jazz, la sua attesa ambientata nel 1925, all’epoca dei primi incontri a Parigi fra l’America nera e l’Europa: «La Francia ha sempre aspettato una regina, dalla Pompadour in là», diceva Conte, ricordando che poi ne trovò una in Josephine Baker”.
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