Andrea Pieroni (Live Nation): 'Con Sonisphere accordo per 5 anni'

Andrea Pieroni (Live Nation): 'Con Sonisphere accordo per 5 anni'

Un festival autenticamente europeo, nei contenuti, nella “filosofia” e non soltanto nel marchio. E’ la promessa di Andrea Pieroni, promoter che prima con Live in Italy e ora con Live Nation (che ha inglobato la sua agenzia) presidia da anni la scena metal: a lui tocca l’onore e l’onere di allestire la versione italiana del giovane ma già rinomato Sonisphere Festival, in programma all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola il 25 e 26 giugno prossimi con Iron Maiden (nella foto) e Linkin Park nel ruolo di headliner. Sonisphere è nato tre anni fa per iniziativa della Kilimanjaro Live di Stuart Galbraith, ex md di Live Nation cui oggi fornisce appoggio finanziario proprio il concorrente numero uno di quella società, AEG. “Ma siccome quest’ultima in Italia non ha rappresentanza, si sono rivolti a chi sulla piazza garantiva le migliori credenziali”, spiega Pieroni. “Da anni porto in Italia gli artisti che suonano regolarmente a questo festival. E dietro al  Sonisphere c’è anche John Jackson, agente a livello mondiale di gruppi come Metallica, Iron Maiden, Slipknot: una persona con cui da tempo intrattengo  rapporti di lavoro privilegiati, e con cui di questo progetto discutevamo ormai da un paio d’anni. Ci avevamo già provato nel 2010,  ma non se n’è fatto nulla per l’impossibilità di trovare spazi nel calendario. Finalmente quest’anno ce l’abbiamo fatta, firmando un accordo per cinque anni. Gli artisti che suonano al Sonisphere sono sempre di primissimo livello, accade quest’anno e sono sicuro che accadrà anche negli anni a venire”. Pieroni non sembra neanche preoccupato dalla estrema vicinanza con la sua creatura Gods of Metal: che quest’anno andrà in scena appena tre giorni prima, il 22 giugno, negli spazi della Fiera di Rho. “Purtroppo non è stato possibile  fare altrimenti, d’altronde in tutta Europa giugno è il mese dedicato ai festival rock.  E se al Gods of Metal volevamo portare i Judas Priest con il loro tour d’addio non avevamo altra scelta. Si era discussa a un certo punto l’eventualità di accorpare i due eventi nella stessa location e negli stessi giorni, ma poi quell’idea è tramontata: personalmente, preferisco caratterizzare ogni evento in maniera diversa. Proprio in considerazione della prossimità al Sonisphere, quest’anno al Gods abbiamo optato per la formula della giornata singola, costruendo una proposta molto orientata sul metal classico. A coprire le altre sfaccettature del genere ci pensa, appunto, il Sonisphere”. Il cui cartellone, in effetti, appare decisamente più “generalista”: “Gli Iron Maiden”, spiega Pieroni, “suonano in quasi tutti i Sonisphere in giro per l’Europa e dunque si trattava di una scelta in un certo senso quasi obbligata. Quando si è trattato di scegliere l’altro headliner abbiamo vagliato molte possibilità e intavolato molte trattative: alla fine è andata in porto quella con i Linkin Park, che da diversi anni non suonano in Italia e che fanno un genere completamente diverso da quello dei Maiden. L’obiettivo era di fare un festival a più ampio raggio e non indirizzato soltanto a un pubblico di metallari ‘puri’. Anche perché utilizzeremo uno spazio molto grande, che comporta costi decisamente importanti. Insomma: per rientrare delle spese abbiamo bisogno di tanto pubblico”. Quanto? “Ci aspettiamo tra le sessanta e le ottantamila persone, nei due giorni. E non credo che quel pubblico si sovrapporrà più di tanto a quello del Gods of Metal, saranno due tipologie differenti”. Sull’autodromo di Imola, Live Nation porta in dote un consistente know-how… “Ovviamente l’abbiamo scelto anche perché per anni è stato teatro dell’Heineken Jammin’ Festival. L’esperienza sul campo ce l’abbiamo già. Ritengo che sia un posto adatto ad ospitare un grande festival di livello internazionale, e credo che anche per il pubblico quel luogo abbia un sapore particolare”. Che cosa avrà di diverso dagli altri festival? Che cosa lo renderà “internazionale”?: “Essendo un franchising, Sonisphere ha anche un suo format e certi canoni che bisogna rispettare. A cominciare dal doppio palco, che abbiamo sperimentato al Gods of Metal nel 2009 ma che in Italia è ancora una rarità…Il second stage non sarà un palco minore, ci suoneranno artisti di grande richiamo e abituati ad esibirsi davanti a grandi platee come i Cult, i Kyuss, i Bring Me The Horizon. Ci tengo anche a sottolineare che da noi, a differenza di quanto accade in altri festival europei e nei Sonisphere di altri Paesi,  il campeggio sarà gratuito, compreso nel prezzo del biglietto”. 130 euro in Italia e 110 in Francia, per i due giorni… “Sì, ma in Francia il campeggio costa 30 euro, e dunque chi pernotta in loco deve spendere complessivamente 140 euro”. A proposito di prezzi: esiste uno standard Sonisphere  anche per quelli? “La tendenza è di tenerli piuttosto allineati, sì, anche se oscillano lievemente in proporzione alle spese e al costo della vita nei vari Paesi: il biglietto è un po’ più caro in Inghilterra, un po’ meno in Polonia. Noi proporremo un’offerta di qualità: l’area sarà attrezzata con spazi per il relax e per praticare sport, zone vip, bar e ristoranti, docce e bagni decorosi. All’interno dell’autodromo nascerà un vero e proprio villaggio autosufficiente. Cercheremo di creare una situazione quanto più confortevole possibile per il pubblico che decide di trattenersi due giorni a Imola”. Chi comprerà in prevendita pagherà più che al botteghino: anche se Pieroni, dal 2009, si è fatto promotore in Italia di un’iniziativa che tende ad avvantaggiare economicamente chi acquista in anticipo i biglietti. “Organizzare un festival è molto più complesso che allestire   un concerto normale, in ballo ci sono milioni di euro. Ma non ho abbandonato il mio progetto, anzi: l’iniziativa  riguarda ormai tutti i concerti del nostro calendario, e dal  risparmio ‘simbolico’ dei primi esperimenti siamo passati alla possibilità, per chi acquista il biglietto in prevendita, di risparmiare anche 2 o 3 euro. E’ una politica che il pubblico sta seguendo e che sta producendo i suoi frutti”. E la promozione? Live Nation sembra puntare molto sul “virale”, su Facebook e su Twitter… “I nostri investimenti, anche in termini economici, si stanno indirizzando molto in questa direzione”, conferma Pieroni. “Stiamo progressivamente abbandonando la promozione classica consistente nell’affissione dei manifesti e nella pubblicità sulla carta stampata, perché gli studi che abbiamo condotto ci dimostrano che non incide particolarmente sulla domanda. Al contrario, i rock fan di giovane età risultano essere  sempre più ‘connessi’: Internet e i social media sono il loro punto di riferimento”.

 

 

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