Un Napster su misura per l'industria

Creare un Napster legale, cioè un software che sfrutti l’idea geniale del californiano Shawn Fanning garantendo al tempo stesso tutela (e soldi) ai titolari dei diritti. E’ questa la scommessa su cui si sta lanciando un gruppo di investitori americani che comprende personaggi molto in vista come l’ex presidente di Viacom e degli Universal Studios Frank Biondi nonché Bill Bales e Adrian Scott, guarda caso proprio due dei finanziatori principali del contestatissimo sito statunitense. L’idea di partenza di AppleSoup (questo il nome della nuova venture, che parte con un finanziamento di 2,5 milioni di dollari) è la stessa: promuovere il “file sharing”, cioè lo scambio libero e “democratico” di contenuti su internet (audio, video, giochi) ma nell’ambito di un rigoroso controllo della legalità. “Il motivo per cui l’industria dell’intrattenimento non ha ancora abbracciato questo tipo di servizi è legato ai timori di una violazione dei copyright”, ha spiegato Biondi, aggiungendo che “AppleSoup ha trovato un modo di offrire ampi contenuti ai consumatori senza violare i diritti o la proprietà intellettuale di nessuno”. Stando alle prime indicazioni, il nuovo servizio – il cui debutto in rete è previsto nell’arco di sei-otto settimane – dovrebbe consentire ai titolari di materiali audio e video di diffondere le loro opere in rete mantenendo il controllo della distribuzione attraverso un software informatico di gestione dei copyright. Insomma, un vero e proprio Napster, ma questa volta a vantaggio dell’industria.
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