Caterina Caselli: ‘Presto un musical con i miei artisti’

Caterina Caselli: ‘Presto un musical con i miei artisti’
Maria Pia Fusco sulla “Repubblica” intervista Caterina Caselli, principalmente nella sua veste di talent scout per la sua etichetta, la Sugar, di cui l’ultima scoperta sono i giovanissimi Gazosa (“Sono così carini e ingenui che ogni volta li abbraccerei. Mi ricordano me alla loro età, come loro anch'io non vedevo l'ora di suonare e cantare”). Interrogata sui suoi progetti per il futuro, la Caselli risponde: “Dalla particolarità di certi artisti nascono i progetti futuri. Prima di tutto il desiderio di rendere più stretto il legame tra musica e cinema. Negli Usa c'è una connessione molto stretta, da noi sono mondi separati, forse anche perché il cinema si fa a Roma e i dischi a Milano. Sarebbe coraggioso affidare una colonna sonora agli Avion Travel per esempio, o a un personaggio come Elisa, che compone da quando ha 10 anni e le sue composizioni sono brani da musical”. E a proposito di musical e di un progetto che potrebbe essere prodotto dalla stessa Caselli, al diretta interessata risponde: “Potrebbe avverarsi molto presto. C'è già qualcuno che sta scrivendo un trattamento per un film musicale in cui lavoreranno molti dei nostri artisti, tutti in grado di ballare e cantare, e mi piacerebbe tanto produrlo, unire la mia esperienza a quella di chi conosce il cinema. Intanto stiamo preparando una versione particolare di ‘Carmen’, protagonista Filippa Giordano”. Inevitabile la domanda su “Nessuno mi può giudicare” trasformato in inno del gay pride: “Mi fa molto piacere, mi spiace non essere stata alla sfilata. È bello quando una canzone vive oltre il suo tempo, Nessuno mi può giudicare fu usata anche dalle femministe. Era una canzone di rottura anche all'epoca, parole come ognuno ha il diritto di vivere come può - avrei cantato volentieri come vuole, ma era questione di rima - erano sovversive. A Sanremo quell' anno vinse Dio come ti amo, ma la mia canzone vendette un milione di copie, vinsi il disco d'oro e 400 mila copie ne vendette la versione di Gene Pitney”. A margine, un corsivo sulla Caselli di Gino Castaldo, che ne ripercorre l’ascesa nel mondo della canzone e in quello della discografia.
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