NEWS   |   dalla Stampa / 13/07/2000

Piero Pelù, fantasma ingombrante per i nuovi Litfiba. Parola di Aldo Grasso

Piero Pelù, fantasma ingombrante per i nuovi Litfiba. Parola di Aldo Grasso
Nella sua rubrica quotidiana sul “Corriere della Sera”, Aldo Grasso prende spunto dalla trasmissione di Tmc2 “Surfing” - che ha riproposto un montaggio di immagini del Monza Rock Festival - per parlare della questione Litfiba. “A Monza, secondo i Litfiba, è successo qualcosa di terribile. Il pubblico non ha gradito, è rimasto gelido di fronte alla loro prima esibizione live, anestetizzato dal fantasma di Piero Pelù. Così Renzulli ha tirato in ballo la storia e Gianluigi ‘Cabo’ Cavallo, che è il simulacro di Pelù, è andato giù pesante: ‘E’ stata fatta una campagna d'odio sulla nuova formazione dei Litfiba dopo il mio ingresso. Le eredità le lasciano i morti. Morti non ce ne sono e io sto molto bene’. Campagna d’odio, morti e poi concerti annullati, pochi spettacoli, vendita di dischi così così: non se la passano tanto bene i nuovi Litfiba. Tutta colpa di quel mattacchione di Piero Pelù? Tutte le volte che sentiamo parlare di rock demoniaco, ci viene in mente il buon Pelù: quello che non perde una chiamata di Fabio Fazio alle domeniche calcistiche, quello che una volta mise un preservativo sul microfono di Vincenzo Mollica e poi ha detto che scherzava, quello che si spacciava per cantore sulfureo. Vien da ridere: cosa c'entra Pelù, detto ‘il mio nome è mai più’, con i totem e i tabù? Ma questo è proprio il dramma di ‘Cabo’ Cavallo, dover convivere con un fantasma che è più temibile quando non c'è che quando c'è. Come sono difficili gli appuntamenti con la Storia! Intervistato da ‘Surfing’, dopo ‘Spia’ e dopo i tiepidi applausi del popolo di Monza, Renzulli si è accontentato di affermare: ‘E' stata una botta di energia’. Quanto a Cavallo, di ‘cattiva’ strada ne deve ancora fare: da Marzullo a Limiti. E' lì che passa la storia, del successo e di altro”.
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