Dada, si dimette Paolo Barberis. Trattative con Buongiorno.

Paolo Barberis, storico fondatore di Dada, si è dimesso da presidente del consiglio di amministrazione della società ed ha annunciato di avere ceduto 630.000 azioni della società, scendendo così al di sotto del 2% del capitale ancora in suo possesso. La decisione è stata ratificata al termine del consiglio di amministrazione odierno che esaminava i dati preliminari di bilancio di Dada al 31 dicembre 2010. La società, quotata in borsa a Milano, ha fatto registrare un fatturato in leggero calo rispetto allo scorso esercizio, passando da 155 a 151 milioni di ricavi; in flessione anche il MOL che, con 14,6 milioni di euro, passa dal 13,2% al 9,7% dei ricavi; in peggioramento, infine, la posizione finanziaria netta del gruppo, che passa da -36,7 milioni a -50,6 milioni. Dalle note ufficiali rilasciate a margine del consiglio si evince che buona parte degli aggravi che hanno peggiorato i conti di Dada sono riconducibili allo sviluppo dell'applicazione musicale Play.me e, in secondo e terzo luogo, rispettivamente dai costi di sviluppo e lancio del poker online e dal calo del contributo da parte dei VAS europei nel comparto mobile. Tiene bene invece la divisione Dada.pro, alla quale è riconducibile la linea di business che include i servizi di registrazione di dominii internet. Al posto del fondatore  - che lascia "comune accordo, e in seguito a divergenze sulla strategia della Società rispetto a quanto elaborato da Paolo Barberis" - il c.d.a. ha cooptato in consiglio e nominato presidente  l'avvocato Alberto Bianchi. Dada ha nel frattempo aperto una trattativa esclusiva con Buongiorno per la cessione della divisione Dada.net mentre l'azionista RCS ha dichiarato che, a prescindere dalla valorizzazione della suddetta divisione, non ha intenzione di cedere la propria quota in Dada.

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