Burlesque, il film: una fiaba musicale per Christina Aguilera e Cher. Video.

Burlesque, il film: una fiaba musicale per Christina Aguilera e Cher. Video.

Certo che gli americani sono fortissimi. Non stanno a farsi tante menate intellettuali: se devono confezionare un film - un musical, in questo caso - che abbia le carte in regola per piacere al grande pubblico, non esitano un momento, non hanno remore, vanno diritti allo scopo.

“Burlesque”, interpretato da Christina Aguilera e Cher e in arrivo sugli schermi italiani, è un esempio perfetto: un po’ “Cabaret” e un po’ “Flashdance”, con quel tocco di “Cenerentola” che non guasta mai, dopo cinque minuti sai già precisamente dove andrà a parare e come finirà. Con il miglior lieto fine possibile, ovviamente, per la gioia delle spettatrici romantiche e del box office. La trama? Ali (Aguilera) fa la cameriera in un bar della profonda provincia americana e sogna di cambiare vita.




 

Fugge a Los Angeles e qui diventerà una stella, passando attraverso un locale di burlesque - definizione che sta diventando di moda: trattasi, sostanzialmente, di esibizioni coreografiche in abbigliamento succinto - gestito da Tess (Cher), in cui prima serve ai tavoli, poi - come nella migliore tradizione - sostituisce in emergenza una delle ragazze del cast, rivelandosi non solo sexy nel ballo ma anche dotata di una grande voce. Grazie al suo successo, e a una sua felice intuizione immobiliare, Ali salverà il locale dalla chiusura e (naturalmente) troverà l’amore. Nel mezzo, tutto il repertorio più classico, con il saliscendi emotivo di rigore: il furto dei risparmi dalla stanzetta d’albergo, la gelosia della primadonna spodestata (che poi si pentirà e rientrerà nei ranghi), le indecisioni professionali e affettive del bel barman aspirante compositore (Cam Gigandet), gli affettuosi consigli del braccio destro - gay - della boss (un impagabile Stanley Tucci), le ingerenze doppiamente interessate di un riccone di LA (Eric Dane)... Ciliegina gossip sulla torta: sul set la Aguilera conosce Matthew Rutler, assistente di produzione e chitarrista, e si mette con lui.





 

Cosa può mancare per fare di “Burlesque” un successo della stagione? C’è tutto quel che serve: protagonisti o popolari e di bell’aspetto (Aguilera), o popolari e bravini (Cher - sul cui aspetto ‘plastico’ sarebbe ingeneroso insistere - che sa recitare, ma lo ha dimostrato in altre occasioni), o bravissimi (Stanley Tucci, ma in generale quasi tutti i comprimari); numeri coreografici di grande effetto e splendidamente curati, con quel tocco di pelle nuda esposta che non guasta (c’è anche un momento di quasi-nudo frontale della protagonista, opportunamente “coperta” da due riflettori di scena), costumi rutilanti (Michael Kaplan), dialoghi brillanti e canzoni efficacissime (raccolte nella colonna sonora pubblicata da Sony Music: otto canzoni cantate dalla Aguilera, due da Cher, una delle quali - "You haven't seen the last of me" - ha vinto il Golden Globe).





 

Steven Antin, il regista, è il fratello di Robin Antin delle Pussycat Dolls e l’ex fidanzato di David Geffen: uno che nello show business USA sa muoversi, e si vede. Che sia un “grande” regista, magari possiamo dubitarne (il suo debutto, “Prigione di vetro 2”, non era precisamente un capolavoro): ma che sia uno capace di confezionare uno spettacolo che funziona si vede, eccome.

 

Della Aguilera, che dire? Balla meglio di quanto ci si potesse aspettare (si vede che ha studiato, e si vede anche che in qualche occasione è abilmente sostituita da una body double), recita discretamente (ma abbiamo visto il film in versione doppiata, quindi questa valutazione è da prendere con le molle), canta assai bene (ma questo si sapeva già).

 

Non sottovalutate “Burlesque”: rischia di diventare un piccolo cult. Magari non subito: probabilmente le critiche degli espertoni di cinema saranno acide, ma alla lunga, vedrete, grazie anche al prevedibile gradimento del pubblico gay - che conta e pesa, in queste cose - sarà un long seller in DVD.

 

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