Il rock degli Elettrojoyce dal vivo al Binario Zero di Milano

Ad ospitarli ci ha pensato il Binario Zero, locale cittadino dalle velleità rock e non solo, ormai sempre più ritrovo di musicisti (ad ascoltare gli Elettrojoyce c'erano anche Ritmo Tribale e Paolo Martella) e gruppi di talento.

Filippo Gatti, Andrea Salvati, Stefano Romiti e Fabrizio D'Armini - i quattro componenti del gruppo romano - salgono sul palco quando mancano ormai pochi minuti alla mezzanotte di venerdì 28 maggio, di fronte a un centinaio di persone, un po' poche rispetto al grande seguito che il gruppo vanta nella propria città (si parla di locali da 1000, 1500 persone sempre strapieni), ma comunque ben determinate e curiose nei confronti del gruppo. L'inizio del concerto è per "Poliziotto", uno dei brani estratti dal loro secondo album, di recente pubblicazione (v. Recensioni), così come molte delle canzoni che seguono, come "Aliante", "Amanti volanti", "Licenziare", "Segnali", "Carne". A questi si aggiungono un paio di numeri dal loro album d'esordio, autoprodotto e uscito nel 1996 (ma la Sony si dichiara disposta a ristamparlo prossimamente), canzoni già strafamose nell'ambito romano e indubbiamente molto belle come "Ultimatum" e "Balena" (popolare a tal punto che un altro gruppo underground romano, gli Arivo, ne fa una cover durante i suoi concerti!). Sullo stile degli Elettrojoyce niente da eccepire: rock classico per molti versi poderoso, attratto da sprazzi quasi neo romantici (soprattutto nell'uso del pianoforte e nel suo suono) e altri più grunge, con un uso delle dinamiche magistrale e un suono d'insieme veramente impressionante: anche in un locale poco pieno, come era il Binario Zero durante il concerto, era possibile stando di fronte al palco sentire - soprattutto verso la fine del concerto - il suono composto da tutti gli strumenti mescolati insieme e amplificato nella sua potenza. Da parte sua il gruppo ce l'ha messa tutta per suonare all'altezza della sua reputazione, proponendo anche una cover di "Hand in glove" degli Smiths riletta alla sua maniera. "Girasole" ha poi chiuso il concerto nella sua parte ufficiale, seguita da due bis tra cui figurava un altro brano splendido, "No guru". Certo, la strada da fare per affermarsi su una piazza come Milano è ancora lunga, ma gli Elettrojoyce hanno dimostrato di avere le carte in regola per poterci riuscire. .

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