Francis Ford Coppola: 'Ma chi l'ha detto che gli artisti devono guadagnare?'

Farà molto discutere e scatenerà sicuramente polemiche l’intervista rilasciata da Francis Ford Coppola al sito 99 % durante il Marrakech International Film Festival: nel corso della sua chiacchierata con il giornalista Ariston Anderson, infatti, il grande regista, sceneggiatore e produttore cinematografico confessa di non avere nulla in contrario all’idea dell’arte per l’arte, diffusa e distribuita gratuitamente. “Bisogna ricordare”, dice Coppola, “che è solo qualche centinaio di anni, a dir tanto, che gli artisti lavorano in cambio di denaro. Gli artisti non hanno mai avuto denaro. Avevano un mecenate, il capo di stato o il duca di Weimar. Oppure, da qualche altra parte, la chiesa o il papa. O avevano un altro lavoro. Come me: io faccio film e nessuno mi dice in che modo farlo. Ma i soldi li faccio producendo vino”. Il suo ragionamento si spinge oltre: “Quest’idea che i Metallica o altri cantanti rock’n’roll diventino ricchi…non è detto che succederà anche in futuro. Perché, all’ingresso di una nuova era, forse l’arte diventerà gratuita”. Continua il regista di “Apocalypse now” e della saga de “Il padrino”: “Un tempo, duecento anni fa, se eri un compositore l’unico modo che avevi di guadagnare era di viaggiare con un’orchestra e fare il direttore, perché così facendo venivi pagato come musicista. Non c’erano registrazioni. Non c’erano royalty”. La conclusione? Per Coppola, “forse gli studenti hanno ragione, gli si dovrebbe permettere di scaricare  musica e film. Mi spareranno per avere detto questo..Ma chi ha detto che l’arte deve costare del denaro? E che gli artisti devono guadagnare?”  

    Farà molto discutere e scatenerà sicuramente polemiche l’intervista rilasciata da Francis Ford Coppola al sito 99 % durante il Marrakech International Film Festival: nel corso della sua chiacchierata con il giornalista Ariston Anderson, infatti, il grande regista, sceneggiatore e produttore cinematografico confessa di non avere nulla in contrario all’idea dell’arte per l’arte, diffusa e distribuita gratuitamente. “Bisogna ricordare”, dice Coppola, “che è solo qualche centinaio di anni, a dir tanto, che gli artisti lavorano in cambio di denaro. Gli artisti non hanno mai avuto denaro. Avevano un mecenate, il capo di stato o il duca di Weimar. Oppure, da qualche altra parte, la chiesa o il papa. O avevano un altro lavoro. Come me: io faccio film e nessuno mi dice in che modo farlo. Ma i soldi li faccio producendo vino”. Il suo ragionamento si spinge oltre: “Quest’idea che i Metallica o altri cantanti rock’n’roll diventino ricchi…non è detto che succederà anche in futuro. Perché, all’ingresso di una nuova era, forse l’arte diventerà gratuita”. Continua il regista di “Apocalypse now” e della saga de “Il padrino”: “Un tempo, duecento anni fa, se eri un compositore l’unico modo che avevi di guadagnare era di viaggiare con un’orchestra e fare il direttore, perché così facendo venivi pagato come musicista. Non c’erano registrazioni. Non c’erano royalty”. La conclusione? Per Coppola, “forse gli studenti hanno ragione, gli si dovrebbe permettere di scaricare  musica e film. Mi spareranno per avere detto questo..Ma chi ha detto che l’arte deve costare del denaro? E che gli artisti devono guadagnare?”  

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