Classifiche USA, Decemberists primi. Si risollevano le vendite

I Decemberists ottengono il loro primo numero 1 della carriera nelle classifiche USA. La nuova chart a stelle e strisce vede "The king is dead" della particolare formazione dell'Oregon al primo posto con 94.000 copie, meglio delle proiezioni iniziali che "vedevano" quota 70.000 e, in ogni caso, meglio dei terrificanti precedenti risultati; come forse si ricorderà, mai dischi al numero uno avevano vendiuto così poco come "Speak now" di Taylor Swift, al vertice con 52.000 unità mosse, e "Showroom of compassion" dei Cake, al top con il peggior risultato di ogni tempo, 44.000 copie. La precedente offerta dei Decemberists, "The hazards of love"  del 2009, era entrata al numero 14 con 19.000 pezzi smerciati. "Kidz bop" entra al 2 con 70.000 copie, "Science & faith" degli Script -che negli States è uscito solo adesso- al 3 con 49.000; il precedente degli irlandesi aveva debuttato ad un poco incoraggiante numero sessantaquattro. I Social Distortion ottengono il loro primo posizionamento in Top 10 con "Hard times and nursery rhymes" che esordisce al 4 con 46.000 copie, mentre il primo disco solista di Gregg Allman dopo 14 anni, "Low country blues", entra al 5 con 36.000 pezzi smerciati. "Doo-wops & hooligans" di Bruno Mars è sesto, "Teenage dream" di Katy Perry sale dal 13 al 7, "Speak now" della Swift arretra dal 3 all'8; "Pink Friday" di Nicki Minaj scende dal 5 al 9, chiude "Sigh no more" dei Mumford & Sons che passa dal 9 al dieci con 27.000 copie. Piccola boccata d'ossigeno per l'industria: se da un lato l'erosione continua, con le vendite di questa settimana che fanno segnare un -10% rispetto a quelle della stessa comparabile settimana del 2010, le vendite di questa chart hanno un +8% rispetto a quelle della precedente.

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