Jovanotti su Khaled, Salif Keita e gli incidenti di Bologna

Jovanotti ha espresso, sul sito soleluna.com, il proprio commento agli incidenti verificatisi al concerto di sabato 24 giugno a Bologna: il rapper era presentatore dell’evento organizzato da Giovanni Lindo Ferretti dei C.S.I., ed ha quindi offerto la sua testimonianza sugli scontri avvenuti durante le esibizioni di Salif Keita e Khaled (vedi anche News).
"E' stata la notte dell'Africa e alla fine é venuta fuori l'Africa, con le sue contraddizioni e con le sue divisioni ma anche con la sua forza e la sua bellezza, non un Africa edulcorata da cartolina romantica ma quello che è, ovvero un grande continente diviso, nel bene e nel male, nel bene nel senso che l'Africa è la terra delle mille differenze delle mille lingue e dei milioni di ritmi ma nel male che è l'Africa spaccata che lotta con se stessa e allora è stato coraggioso Giovanni a far salire sullo stesso palco Salif Keita ‘principe’ dell'Africa subsahariana e Khaled dall'Africa del nord, l'Africa degli arabi, quelli "del nord", non so se mi spiego. E' difficile da capire ma è così, è davanti a noi, a volte immaginiamo gli altri migliori solo perché più poveri e in un certo senso questa povertà materiale la associamo come dire ad una ricchezza di modi, ad una maggiore capacità di comprensione dell'altro e in fondo anche d'amore ma nella realtà poi bisogna convincersi che non é così. (...) A Bologna è stata una notte vera, non una roba finta di quelle che amano chiamare "etnica" la guerra fotografata dalla CNN e la musica pubblicata dalle riviste new age. E' stata una notte di grandissima musica, musica vera, che parla della vita e la rappresenta e la celebra e scatena il meglio, a volte e a volte fa da detonatore a pazzia che nessuno da fuori riesce a capire e che da dentro vi assicuro si riescono a capire ancora meno ma è così".
Jovanotti è anche rimasto molto impressionato da come la parte nordafricana del pubblico è esplosa per Khaled "come non avevo mai visto nella mia vita, forse a Napoli per Pino Daniele, ma forse di più, c'era una gioia disperata in quelle braccia alzate e in quelle smorfie di quando l'esaltazione si mischia al grido di battaglia, di quando la gioia é l'altra faccia della disperazione. Comunque se provi anche solo per un attimo a pensare a cosa può voler dire Khaled per un maghrebino immigrato in Italia ti rendi conto che pere noi non c'è un Khaled, grazie a Dio forse, o forse no".
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.