Gli Avion Travel a Tirana con l’Enel e la musica di Celentano

Gli Avion Travel a Tirana con l’Enel e la musica di Celentano
Per festeggiare la “vittoria” nella gara internazionale per la concessione di Kesh, l’azienda elettrica albanese, Enel Power ha organizzato un concerto a Tirana, nella piazza Scandenberg, protagonisti il gruppo folk di Bojken Lako, l’ensemble del Nostro Canto Libero e la Piccola Orchestra Avion Travel. Un evento che è presente in primo piano nelle pagine degli spettacoli di tutti i principali quotidiani.
Sul “Messaggero” Paolo Zaccagnini, in un breve articolo, racconta così la serata: “C’erano, nonostante la diretta tivù, 50.000 persone – tra loro anche il Ministro italiano dell’Industria Enrico Letta. Perché le note dei Balcani (Lako), del Mediterraneo (Il Nostro Canto Libero e Piccola Orchestra Avion Travel) si sono mescolate benissimo affratellando”.
Marinella Venegoni sulla “Stampa” è più prodiga di particolare, sia sul clima che si respirava nella capitale albanese (“Il vento africano che aveva spazzato la piazza sotto il sole, si stempera al tramonto in folate fresche, che fanno inciampare gli ubriachi di birra; ridono i ragazzi mentre li guardano, e cantano. Il mondo cambia lentamente, e speriamo cambi anche la vita di questi uomini e donne che guadagnano 120 mila lire al mese - quando lavorano - e parlano tutti italiano e conoscono ‘Dormi e sogna’ degli Avion Travel perché era passata per Sanremo, luogo a tutti loro carissimo”) che sul significato dell’evento: “La speranza, oggi qui, ha la faccia di un bel ragazzo di 36 anni, alto e fiero, che si chiama Edi Rama ed è Ministro della Cultura di questo disastrato Paese reso a noi indigesto dalle cronache quotidiane; uno che faceva il pittore e che oggi, dice, non è più nessuno. Però ha un’energia e una rabbia mai viste: ‘Questo concerto – dice – va al di là del fatto musicale. Eventi come questo sono molto rari, qui in piazza finora si è esibito solo un deejay svizzero. Un concerto ha a che fare con la vita normale di questo Paese, considerato un posto di transito dagli abitanti, che spendono il loro tempo cercando una nave, un cavallo, una donna per poter partire’”. A margine dell’articolo un approfondimento dedicato a Il Nostro Canto Libero, il gruppo di allievi del Cet, la scuola di musica di Mogol, che si è esibito durante la serata.
Nell’articolo di Andrea Spinelli sul “Giorno”, oltre al commento sulla serata, qualche indiscrezione sul prossimo lavoro della Piccola Orchestra Avion Travel, che a Tirana si è esibita in una serie di cover (con “Ma che freddo fa” di Nada e “Storia d’amore” di Celentano tra i titoli): “’Il nostro prossimo album sarà proprio un tributo ai grandi autori italiani di questo secolo – spiega Beppe Servillo -. Abbiamo già pronti diversi arrangiamenti e speriamo di farcela per l’anno prossimo’. Fra gli omaggiati forse anche Mogol (...). Intanto però gli Avion Travel puntano al teatro: ‘Stiamo preparando le canzoni per uno spettacolo sulla vita di Giuseppe Verdi realizzato dalla compagnia Teatro Giocovita di Piacenza, che da vent’anni collabora con il Teatro delle Ombre’ prosegue Servillo, reduce dal set partenopeo di ‘Domenica’ il nuovo film di Wilma Labate”.
Mario Luzzatto Fegiz sul “Corriere della Sera”, racconta qualche particolare in più sull’esibizione dal vivo: “I primi venti minuti, funestati da grossi problemi all’impianto, sono stati affidati al principale gruppo della scuola di Mogol, Il Nostro Canto Libero. Poi gli albanesi Bojken Lako, un quintetto che, pur con la tradizionale formula chitarre, basso, tastiere, batteria, riesce a fondere rock, Balcani e Mediterraneo, alternando albanese e inglese nei testi. E infine loro, gli Avion Travel, i vincitori di Sanremo considerata ancora dagli albanesi la mecca della musica e dello spettacolo che fa sognare”.
Su “Repubblica”, un articolo di Eugenio Cirese, offre infine un resoconto dell’evento, con le dichiarazioni di Rama, il personaggio che più sembra aver colpito i giornalisti presenti, per le storie che ha raccontato di un Paese dove la cultura è sempre in fondo alla scala delle priorità. Un Paese che spesso dice di volersi ispirare all’Italia.
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