La Notte Africana degli incidenti e le parole di Giovanni Lindo Ferretti

La Notte Africana degli incidenti e le parole di Giovanni Lindo Ferretti
Repubblica dedica un articolo, a firma Jenner Meletti, agli incidenti scoppiati l’altro ieri a Bologna nel corso della Notte Africana di Salif Keita, Khaled e Sally Nyolo. Nell’articolo si attribuisce parte della responsabilità dell’evento all’ora tarda in cui è salito sul palco Khaled – dopo mezzanotte – artista aspettato e invocato a gran voce dal pubblico nordafricano sempre più spazientito. ”Alle 23 e 30 i botteghini (ora i biglietti sono quasi tremila) vengono chiusi, e si aprono i cancelli. Chi non ha voluto e soprattutto potuto spendere 30.000 lire, può entrare nell'arena. Sul palco c'è il cantante del Mali, Salif Keita. I ragazzi del Maghreb si fanno strada verso il palco, alcuni a colpi di cinghiate. Vogliono Khaleb, e lo vogliono subito. Gridano, disturbano Salif Keita, e quando lui si arrabbia gli gridano "vai via negro". Il cantante del Mali - che fra l'altro è albino - interrompe a metà una canzone e grida: "Siamo tutti musulmani", e se ne va imprecando contro i contestatori e gli organizzatori di questa serata africana. Torna sul palco Jovanotti, legge altre poesie. Il tempo di cambiare gli strumenti. I giovani del Maghreb sono alcune centinaia, e sono già tutti sotto il palco. Mezzanotte e venti minuti, ecco Khaled, una grande voce, un grande sorriso. Ci sono risse fra neri del centro Africa, arrabbiati perché Salif Keita è stato mandato via, ed i marocchini e tunisini. Poi, l'assalto al palco. Quelli della Security sono una trentina, la barriera "antipanico" davanti al palco è troppo bassa e subito viene superata”. Carlo Moretti ha invece firmato l’intervista a Giovanni Lindo Ferretti, direttore artistico della manifestazione, che si assume in pieno la responsabilità dell’accaduto: “"Se ci sono colpe per quanto è avvenuto, quelle colpe sono solo mie. La verità è che volevo una serata che raccontasse l'Africa nella sua problematicità, pensavo che nonostante i problemi, di cui sono perfettamente a conoscenza, fosse una cosa possibile. Ho fatto un errore di valutazione, e mi dispiace, molto". L'assessore provinciale alla Cultura chiama in causa la questura... "Ripeto: doveva essere una festa africana, così l'avevamo pensata e voluta. Per quanto mi riguarda non avrei mai accettato di organizzare un concerto blindato dalle forze di polizia. Cosa volevano, un cordone di poliziotti in assetto da guerra intorno al palco? Tanto meglio allora non farne nulla". Come si sente il giorno dopo? "Stanotte non ci ho dormito. Mi dispiace per i feriti, fortunatamente non sono gravi. Mi dispiace anche perché le due serate precedenti, con i guerrieri Zulu per le strade della città e con Miriam Makeba in piazza, sono andate benissimo, senza un solo contrattempo e contro ogni previsione: pochi credevano che una cantante "fuori moda" come Makeba riempisse la platea. Quanto è avvenuto mi ha però riportato con i piedi per terra"”.
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