NEWS   |   Industria / 20/06/2000

Seagram acquisita da Vivendi: nasce un nuovo gigante dell'intrattenimento e delle telecomunicazioni

Seagram acquisita da Vivendi: nasce un nuovo gigante dell'intrattenimento e delle telecomunicazioni
Se ne parla con inistenza da qualche giorno, ma ormai ci siamo: la conglomerata canadese Seagram Co. Ltd - a sua volta proprietaria di Universal Music (che con una quota di mercato del 26% è la maggiore delle "big four" della discografia mondiale dopo il merger con PolyGram del 1998), ma attiva anche nei comparti del cinema (Universal Studios), dell'intrattenimento sul territorio e dei liquori - si fonderà con Vivendi SA, la "multiutility" francese che possiede anche Canal Plus SA. Valutazione di Seagram: circa 34 miliardi di dollari; valore del nuovo gruppo: circa 100.000 miliardi di lire; nome del nuovo gruppo: Vivendi Universal. Ad operazione conclusa, agli azionisti di Seagram andranno 0.7 azioni di Vivendi per ogni azione Seagram; i Bronfman, oggi proprietari del 25% di Seagram, diventeranno i principali azionisti del nuovo gruppo, di cui deterranno circa l'8% (è probabile che Edgar Bronfman Jr. venga nominato vice presidente di Vivendi Universal).
All'affare, secondo quanto riferito tempo fa dal settimanale americano "Newsweek", si sarebbe giunti per iniziativa della famiglia Bronfman: Edgar Bronfman Jr., CEO del gruppo, avrebbe incoraggiato l'operazione e si sarebbe attivato per primo alla ricerca di un partner che alleviasse la pesante situazione finanziaria di Seagram (Vivendi, infatti, ha "assunto" nell'operazione anche debiti per 6.6 miliardi di dollari gravanti su Seagram). Gli analisti prevedano che la divisione "beverage" portata in dote da Seagram venga ceduta dal gruppo quanto prima.
Quale strategia ha guidato le due parti alla fusione, tuttavia? La possibilità di controbilanciare le dimensioni e la potenza dell'asse AOL - Time Warner, per quanto importantissima, è in realtà solo un segno dei tempi, mentre l'obiettivo preciso dell'operazione è quello di creare una superpotenza focalizzata sull'industria dell'intrattenimento, capace di combinare produzioni e contenuti (nei comparti musica, cinema e televisione) attraverso una rete di canali molteplici e altamente tecnologici, anch'essi - come i contenuti - di proprietà. Per capirlo, è sufficiente svolgere la "mappa" delle partecipazioni e delle competenze di Vivendi che, da gigante della distribuzione dell'acqua in Francia prima, a grosso operatore nella nettezza urbana e nei trasporti pubblici sempre in patria poi, ha saputo crescere negli anni grazie alle diversificazioni, inanellando una serie di partecipazioni strategiche nel settore delle telecomunicazioni. Oggi è la seconda azionista di British Sky Broadcasting Plc, la seconda pay-tv europea controllata da News Corp di Rupert Murdoch; possiede il 49% della sussidiaria Canal Plus, della quale è ormai plausibile che acquisti il restante 51%; possiede quote rilevanti in Cegetel SA, seconda compagnia telefonica francese (nella quale, come sopra, si attende che possa passare a detenere oltre il 50%) in lizza per una licenza UMTS.
Sul fronte strettamente musicale, cotanta potenza di fuoco potrà tradursi in una più agevole e rapida veicolazione dei contenuti (dal satellite al downloading, fino alla circolazione di audio e video su larga banda via terra e via cellulare) e in un metodo di distribuzione delle produzioni di proprietà sempre più efficiente, grazie al controllo di un sistema ormai multi-canale.