Tutta la cronaca del Jammin' Festival di Imola

Tutta la cronaca del Jammin' Festival di Imola
Tutti i quotidiani della rassegna stampa di Rockol si occupano in larga misura del Jammin' Festival di Imola. I titoli. Corriere della Sera: "Imola, tutti pazzi per i dannati del rock Usa". Il Messaggero: "Rabbia, sudore polvere dove il rock picchia duro". La Stampa: "Imola, ma quanto è duro il rock". Il Giorno: "Alla fiera del rock". Più "onirica" la Repubblica: "Rock, il sogno elettrico del raduno di Imola" Con un articolo a doppia firma, Mario Luzzatto Fegiz e Gloria Pozzi, il Corsera inizia subito dando i numeri: "Secondo le previsioni, alla fine dei tre giorni non dovrebbe superare i 55mila spettatori. Nel '99 furono 80mila complessivi. Ieri invece i paganti erano 'solo' 18mila: non moltissimi per uno spazio così vasto, e non sufficienti ad onorare un'organizzazione ai limiti della perfezione", scrivono i due, i quali riportano poi l'opinione di Roberto De Luca, organizzatore della kermesse: "Non è per niente in calo. Anzi, cresce. Diciottomila presenze con metà dei biglietti venduti durante la giornata e centinaia di persone in coda ancora alle 7 di sera sono un ottimo risultato". E rincara: "Se confrontiamo i risultati di quest'anno con quelli dell'anno scorso, siamo in vantaggio di almeno duemila biglietti". Un po' ridotto il commento su quello che dovrebbe essere il protagonista, ed ovvero la musica. Comunque dal servizio congiunto degli inviati del Corsera apprendiamo della gioia di Tom Morello, chitarrista dei Rage Against The Machine, alla notizia di "American skin", il nuovo pezzo di Bruce Springsteen. Veniamo inoltre a conoscenza del fatto che Bobby Gillespie, il cantante dei Primal Scream, si è congiunto alla sua band sul palco dopo un quarto d'ora di ritardo per un ritardo aereo, e che "i 18mila paganti, comunque, si sono divertiti. Oggi sul palco, fra gli altri, Pelù ed Eurythmics, domani gli Oasis senza Noel Gallagher". All'interno del pezzo stesso dei due, ad incastro, un "boxino" intitolato "Da 'Alix' agli 'Alibi', sul palco i nipotini di Vasco" in cui si racconta che "nella tre giorni rock di Imola ci sono ben quattro artisti italiani ancora sconosciuti in cui lui crede fermamente. (…) Si chiamano Alix (ieri sul palco), Pia (oggi) e Alibi (domani). I Bit (duo torinese, sul palco oggi) sono prodotti da Vasco in persona. A Zocca, città natale di Vasco, l'8 di luglio Alix, Pia e Alibi si esibiranno in una festa in ricordo di Massimo Riva". Su "Il Giorno" sono invece Marco Mangiarotti ed Andrea Spinelli a raccontare la vicenda. "E' stato 'rockerilla' e non 'peace & love' lo slogan del primo giorno di Imola" è l'incipit mangiarottiano, il quale punta l'enfasi sulla coloritura "politica" del festival. Al giornalista devono essere particolarmente piaciuti, appunto, i due gruppi più politici, Primal Scream e Rage Against The Machine. "Semplicemente strepitosi", scrive Mangiarotti nei confronti dei Primals, "nel segno del rock eversivo" per i RATM. Spinelli appunta la propria attenzione sui numeri e sui RATM. "Per la giornata di ieri erano stati venduti soltanto 9mila biglietti, ma alle 19, la quota era già lievitata oltre i 18mila. E se il trend sarà confermato nelle restanti giornate il bilancio della terza 'Woodstock italiana' potrebbe andare in archivio con 70mila presenze. (…) 'Ho mandato a Springsteen e-mail per ringraziarlo'", scrive poi il giornalista citando anch'egli Morello. "Il Messaggero" preferisce invece inviare il solo Paolo Zaccagnini, il quale fa tutto lui, cronaca, critica e "colore". L'inviato del quotidiano romano apre scrivendo che "il sole africano metterebbe a dura prova anche una banda di Tuareg", riporta che "in sala-stampa nelle primissime ore del pomeriggio già si parlava di flop", corregge parzialmente il tiro scrivendo (dopo aver citato il piccolo terremoto locale) che "oggi quasi sicuramente saranno in tanti a correre ai botteghini per Piero Pelù orfano dei Litfiba, e per tutti gli artisti presenti", indi profetizza riportando che "intanto già si pensa al futuro, quando il festival, come altri in Europa, potrà contare su 5, 6 palchi dove proporre tante musiche", quindi giustamente passa all'attore principale e scrive: "Bando ai discorsi da contabili, parliamo, siamo qui per questo, di musica. Come è andata? Bene, considerato che sul palco sono saliti gruppi tosti, gente che ha testi duri e partiture pesantissime. E i 20mila presenti, cotti a puntino, hanno apprezzato. Eccome". Come i "romani", anche i "torinesi" mandano alla kermesse una sola persona, l'inviato Marinella Venegoni. Come il collega romano, la Venegoni cita "un sole da far paura" per un festival dell'autodromo "partito ieri pomeriggio con non più di 4000 giovani sul cemento bollente". Poi si passa ai numeri: "Va peggio dell'anno scorso, quando già andò così-così rispetto ai 130mila di Vasco. E la colpa di chi è? Naturalmente del cast, senza punti forti", scrive, per poi addentrarsi nella cronaca musicale con tanto di graditi grassetti, dai Punkreas ai Tea Party, dai Muse ("Molto vicini come suoni ai Radiohead") ai Guano Apes ed infine dai Primal Scream (la Venegoni riporta anche un lancio di bottiglie) ai Rage Against The Machine ("Ritmica primordiale e chitarra inarrivabile"). La stessa giornalista firma poi, di spalla al suo servizio, un altro riquadro in cui, per farla corta, si afferma che in Italia al momento stiano girando troppi concerti. Last but not least, "Repubblica". Il quotidiano di piazza Indipendenza spedisce ad Imola Ernesto Assante e Gino Castaldo. Più "generalista" Assante, al quale è stato affidato il compito di parlare del festival nelle sue espressioni più "di colore" (dalle "bandiere rosse" all'"horror bar"), più "musicale" Castaldo, il quale dimostra d'aver apprezzato i Rage. "I Rage hanno squassato orecchie e cuori dei giovani seguaci", scrive. Ricordiamo ai lettori di Rockol che all'indirizzo www.rockolive.com è possibile trovare la cronaca dettagliata del Jammin' Festival
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