Julio Iglesias, un nuovo album per ricominciare

Julio Iglesias, un nuovo album per ricominciare
Esce il 19 giugno prossimo il nuovo album di Julio Iglesias, "Noche de cuatro lunas", e l’Iglesias padre si conquista in questo modo lunghi articoli nelle pagine degli spettacoli dei principali quotidiani, che vedono ormai spesso protagoniste le vicende del figlio Enrique.
Maria Pia Fusco, inviata per "Repubblica", sottolinea l’importanza di aver coinvolto in questo lavoro produttori all’ultimo grido: "Sono quindici canzoni, di una decina le parole sono sue. Sono variazioni sul tema dei sentimenti: Iglesias canta l'amore per la madre, per il paese, per le radici, per i bambini, tutti i bambini del mondo (...) Ma la vera novità di ‘Noche de cuatro lunas’ è nell'iniezione di freschezza derivata da autori giovani come Sanz o Robi Rosa (autore per Ricky Martin di successi come ‘Maria’ o ‘La vida loca’) o come il guru Rubén Blades. Malgrado i suoi record - 250 milioni di album venduti, quasi 5000 concerti - il pubblico di Iglesias nell'ultimo decennio non si era rinnovato. ‘Con ‘Noche de cuatro lunas’ la mia ambizione è di raggiungere altre generazioni senza perdere quelle che sono cresciute con me. E' un modo di ricominciare: chi non ricomincia muore. Come sono riuscito a convincere Robi Rosa e gli altri a lavorare con me? Facile, perché sono il migliore". Quanto ai rapporti con i figli e all’eventualità di qualche duetto con loro, Iglesias senior risponde: "Non credo, ma non per ragioni di rivalità, quelle sono speculazioni giornalistiche. Enrique è bravissimo, ha una grinta che alla sua età non avevo, lo ammiro molto e ci parliamo spesso, ma mai di musica. Credo che il dovere di un padre sia quello di lasciare i suoi figli a briglia sciolta".
Sul "Giorno", Andrea Spinelli scrive: "’Noche de cuatro lunas’ prova a regalare al più celebrato hidalgo della storia del pop un ‘lifting’ degno del suo chirurgo di fiducia. Piuttosto che contrapporsi ai suoi eredi puntando tutto su un carisma a prova di bomba, Julio ha preferito surfare sulla loro onda, lasciandosi tentare da una ‘crossover’ che attinge dal repertorio di Robi Rosa (...) come di Ruben Blades (...). ‘Mi sento un sopravvissuto e alla mia età essere ancora qui a cantare canzoni d’amore con gli autori di maggior talento dell’attuale scena latina è la più grande delle soddisfazioni’". Iglesias poi confessa di avere un sogno canoro per il futuro: "Il ‘conquistador’ delle hit-parade continua a carezzare il sogno di un album di romanze napoletane, magari in duetto con Pavarotti".
Anche Marinella Venegoni sulla "Stampa" - che racconta in un breve box della festa madrilena organizzata per festeggiare l’evento di questo disco - è d’accordo nel sottolineare la freschezza del nuovo lavoro di Iglesias senior e scrive: "Non c’è da stupirsi se Julio Iglesias porta non gloriosamente i suoi quasi 57 anni. Tanto ha vissuto, molto ha amato e moltissimo ha cantato e inciso, al punto che con i suoi 250 milioni di dischi venduti dal ’68 a oggi è in testa alla classifica dei primati Guinness (...) Appare un po’ provato da tutto ciò che ha vissuto (...). Invece le canzoni del nuovo Cd, ‘Noche de cuatro lunas’ sono freschissime’: il suo stile datato è stato sottoposto a una cura di Viagra". Quanto alle voci circolate sul fatto che questo album possa segnare il suo addio alle scene (notizia riportata anche da Rockol), Iglesias è secco: "’No, mai. Sto ricominciando tutti i giorni: oggi ho fatto venti interviste’. Perché ricomincia? ‘Chi non ricomincia, muore. Ricominciare è un po’ reinventarsi: questo disco non è stato facile per me, non è un disco normale’".
Sul "Messaggero", Paolo Zaccagnini anticipa gli impegni per il futuro di Iglesias, che lo vedranno anche in Italia: "In autunno-inverno sarà in Italia, sicuramente ospite dell’amica Raffaella Carrà a ‘Carramba che sorpresa’, ‘Sanremo non lo so’, ha in mente un gran concerto a Bali, ‘in Asia passo tre mesi l’anno’, per quest’anno niente tour (...). Nonostante la gloria non fa che ringraziare i giovani artisti che hanno collaborato con lui". Tra i temi affrontati nello scambio di battute con il cantante, anche il calcio e la politica, con il suo appoggio ad Aznar: "’Destra, sinistra, per me non hanno più senso. E’ un tecnico, ha saputo aiutare la Spagna a crescere ancor di più, sono sicuro che quando verrà il momento saprà mettersi da parte’".
Mario Luzzatto Fegiz sul "Corriere della Sera" enfatizza invece la sfida padre-figlio in casa Iglesias: "È sfida aperta fra Julio Iglesias e il figlio Enrique. Julio lancia il 19 giugno in tutto il mondo ‘Noche de cuatro lunas’, disco ballabile, dalla ritmica forte (stile Mauro Malavasi) che va a invadere il campo di altri latini come Ricky Martin e lo stesso Enrique. Con l’aiuto dei più abili autori spagnoli, fra cui Alejandro Sanz, Estéfano, Roby Rosa, Ruben Blades, ha smesso i panni dell’intrattenitore elegante che incanta le signore di mezza età e si è buttato sulla musica latina scatenata (...). Durante una faraonica festa ha ribadito il suo primato sia nella musica spagnola sia in quella latina in generale. ‘Porto la mia pace interiore, la mia lucidità mentale. E le unisco al merengue, alla salsa, alle ballate, alla rumba. Ringrazio Dio che a 19 anni, dopo un incidente che mi dava per paralizzato, mi ha insegnato l’arte di rinascere. Sono felice di avere figli come Julio José ed Enrique che sono più bravi di me’. Affermazione signorile dietro la quale però la realtà pare sia un’altra. Enrique Iglesias è in una casa discografica diversa da quella del padre. Julio è nella Sony, Enrique alla Universal, nonostante la prima gli avesse aperto le porte. I discografici di Julio sostengono che in Italia ‘Tango’, disco di Julio di qualche anno fa, ha venduto 170 mila copie pur avendo beneficiato di scarsa promozione, mentre Enrique, a dispetto della popolarità e delle apparizioni tv (ultima quella al Pavarotti) non ha mai superato le centomila. ‘Siamo indipendenti. Enrique i miei dischi li ascolta solo alla radio. Ma io alla sua età mai avrei avuto il coraggio di fare i duetti con Pavarotti’".
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