Dieci!, i vincitori del referendum: parlano Elisa e Zucchero

Dieci!, i vincitori del referendum: parlano Elisa e Zucchero

Apprendendo la notizia che nel referendum "Dieci!", per la categoria Miglior Canzone Italiana del decennio, il primo posto è stato conquistato dal brano "Luce (tramonti a nord est)" con la quale Elisa ha vinto il Festival di Sanremo nel 2001, la cantante friluana e il coautore del brano, Zucchero, ci hanno trasmesso la loro soddisfazione, che condividiamo con i nostri lettori.


ELISA: "E' pazzesco, grazie... mamma mia!", è con queste parole che Elisa, raggiunta al telefono da Rockol, accoglie la notizia. "Sono molto contenta di questo risultato, a 'Luce' sono molto legata ed è fantastico che sia stata giudicata la miglior canzone degli ultimi dieci anni in Italia. Ricordo bene l'incontro con Zucchero, che del brano è autore dell'inciso 'Siamo nella stessa lacrima', un'idea assolutamente sua e una frase che io non avrei mai scritto. E' stato tutto molto bello, lui stava scrivendo per il suo nuovo album, mi pare fosse 'Shake', e entrare a casa sua sembrava di entrare in un film, con piante ovunque e pavoni. Il suo studio poi sembrava una casa degli hobbit, aveva un tavolino basso, un pianoforte verticale, foglietti ovunque con parole scritte, era come entrare in un laboratorio. Lui era estremamente umile, non sembrava di avere daventi Zucchero, sembrava più uno studioso".
Quella con Zucchero non è stata l'unica collaborazione per Elisa, che in passato ha anche lavorato con Luciano Ligabue per il brano "Gli ostacoli del cuore", con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro per "Ti vorrei sollevare" e di recente con Fabri Fibra per la canzone "Anche tu, anche se (non trovi le parole)" inserita anche nel suo ultimo album "Ivy": "Fibra Ha scritto dei versi sopra la canzone, è stata una collaborazione a tutti gli effetti. Avevo un loop nato con un giro di batteria che non era una batteria, era un insieme di suoni registrati con delle forchette su un tavolo e cose simili, richiamava molto il mondo hip hop, c'era anche un giro di chitarra ciclico che si ripeteva sempre e mi è venuta in mente lui, gli ho domandato di scrivere qualcosa solo se gli piaceva, e sono stata molto contenta del risultato".
Ritornando a "Luce (tramonti a nord est)", Elisa racconta: "'Luce' per me è stato un brano magico, era una delle canzoni più importanti che avevo scritto, segnava un cambio forte di scrittura. Quello che avevo fatto prima era molto metaforico, non parlavo così direttamente delle mie cose, è stato un brano di grande impegno emotivo e oltre a scriverlo in inglese avevo tentato, riuscendoci, di aprire uno spiraglio per cantarla anche in italiano. Racconta della fine di una storia, è stato davvero liberatorio dirlo anche nella mia lingua, così il messaggio sarebbe arrivato bene anche alla persona a cui era indirizzata la canzone. In quei giorni, mentre ero a Sanremo", aggiunge l'artista, "mio padre ha avuto un grave malore. E' successo tutto in fretta, ho cantato, ho vinto... ed è stato tutto surreale".
Cosa pensa Elisa delle altre canzoni del referendum di Rockol, "Ovunque proteggi" di Vinicio Capossela arrivata seconda e "Sei nell’anima" di Gianna Nannini arrivata terza?: "Vinicio Capossela mi piace molto come scrittore, ho visto un suo live in tv e lo apprezzo come ricercatore della parola. Lo considero un poeta anche se non ho i suoi lavori e non lo seguo da vicino. Ho molti amici che lo ammirano e mi parlano spesso bene di lui, ma io sono più portata per le grandi melodie. Fabrizio De André è un cantautore che stimo moltissimo ma, per esempio, faccio fatica ad avvicinarmi a lui perché mi manca molto la melodia nelle sue canzoni, mi hanno regalato un suo live con gli arrangiamenti della PFM e infatti mi risulta più accessibile. Per questo penso che 'Sei nell'anima' di Gianna Nannini sia l'incarnazione della bella canzone, molto moderna e classica allo stesso tempo, ha ingredienti incredibili che può avere una canzone dei Coldplay con un arrangimento che poteva essere fatto quindici anni fa come adesso, intramontabile".
Quali sono le canzoni del decennio per Elisa?: "Se devo dirne una mia dico 'The waves'. La canzone del decennio di un altro artista invece per me è 'The scientist' dei Coldplay, un brano incredibile".






ZUCCHERO: "Mi trovavo a San Francisco, in studio di registrazione avevano installato uno schermo per permetterci di seguire Sanremo in diretta. In California era mattina, quando sentii Raffaella Carrà annunciare che la canzone di Elisa aveva vinto il festival". Così Zucchero ricorda il trionfo al Sanremo 2001 di "Luce (tramonti a Nord Est)", votata dai lettori di Rockol e dai clienti dei negozi FNAC migliore canzone italiana del decennio 2001-2010.
"E’ una piacevole sorpresa. Del resto, ho sempre pensato che 'Luce' fosse una bella canzone. Una ballata, certo, ma per i tempi anche abbastanza innovativa:  nella struttura, nello svolgimento e nell’arrangiamento eccellente firmato da Corrado Rustici. Con Elisa, che l’ha cantata magistralmente, ho collaborato alla stesura del testo, ma il resto lo hanno fatto tutto loro. E posso ritenermi orgoglioso di avere contribuito alla sua realizzazione”. Come nacque quella collaborazione? "Mi chiamò Caterina Caselli, spiegandomi che voleva portare la canzone al Festival di Sanremo. Elisa, però, ai tempi non scriveva quasi nulla in italiano, e Caterina mi disse che io ero l’unico in grado di scrivere testi nella nostra lingua mantenendo  una sonorità simile all’inglese. In quel momento ero impegnato nella scrittura del mio nuovo album, ma le risposi che – dato il rapporto di amicizia che mi legava a tutti loro – ci avrei provato. Elisa venne a casa mia un pomeriggio: ascoltando la sua versione in inglese mi venne subito, d’impatto, l’inciso. Non sono neppure sicuro che ne fosse pienamente contenta, all’inizio… Comunque ci lavorai su per un po', consegnai il tutto e  partii per San Francisco dove dovevo registrare il nuovo album con Rustici. Non ne seppi più nulla fino a poco prima del Festival". E della vittoria… "Una bella sorpresa, rinforzata dal secondo posto della canzone di Giorgia di cui ero coautore, 'Di sole e d’azzurro'. Davvero un bel modo per iniziare l’anno".
Che ne pensa Zucchero delle altre canzoni regine del referendum di Rockol, "Ovunque proteggi" di Vinicio Capossela e "Sei nell’anima" di Gianna Nannini? "A essere onesto non ho presente la canzone di Capossela. 'Sei nell’anima' la sentii la prima volta in radio durante un viaggio in macchina. Chiamai subito la mia casa discografica, la Universal, che allora era anche quella di Gianna. E' un singolo fortissimo, dissi, e funzionerà alla grande: era appena uscita e diventò un grande successo, sono contento di averci preso". Dovesse sceglierle lui, le canzoni del decennio, sue e degli altri? "Sulle mie dovrei fare mente locale…Vediamo…direi 'Il sole della domenica' dal mio ultimo album. Forse perché è una delle mie ultime creature, forse perché appena l’ho scritta ho avuto la sensazione di avere composto qualcosa che possa rimanere nel tempo. Quanto ai miei pezzi preferiti del decennio, potrei dire 'Hurt' nella versione di Johnny Cash, e 'Viva la vida' dei Coldplay. Gli italiani? Su due piedi non mi viene in mente nulla, dovrei pensarci meglio". Si sente più autore o più performer, Zucchero? "Sono sempre stato un performer, ma ho avuto successo prima come autore. All’inizio, quando scrivevo, cercavo di calarmi nei panni dell’interprete per cui stavo lavorando, mi preoccupavo di confezionare qualcosa che fosse nelle sue corde. Oggi è diverso, scrivo quel che sento: ogni interprete dà la sua impronta  ma la mia matrice resta riconoscibile".

 

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