Anche sul "Corriere della Sera", un breve box sugli artisti influenzati da Tito Puente affianca l’articolo di Vittorio Franchini. "Con lui il genere latinoamericano è diventato di moda e anche il rock gli è grato. Dice Carlos Santana, grande interprete del suo ‘Oye como va’: ‘Puente mi ha insegnato molte cose ma soprattutto mi ha fatto capire che la musica deve avere sangue, suscitare frenesia’. E ora Puente muore se ne va proprio mentre la sua musica sta conquistando il mondo. (...) Tutti devono qualcosa a questo ‘re del mambo’".
Scrive Marinella Vengoni sulla "Stampa": "Assistendo alla resurrezione artistica di Carlos Santana, il compianto Tito Puente ha potuto specchiarsi per l’ultima volta nel destino che ha accompagnato buona parte della sua vita di instancabile promotore del jazz: il destino, cioè, di essere lanciato e rilanciato come personaggio di massa grazie alla considerazione di altri artisti e alle mode (...) Prima di andarsene, ha potuto vedere gli ultimi frutti indiretti del suo lavoro, offrendo consigli a Emilio e Gloria Estefan per il recente ‘Alma caribena’, ispirato agli anni d’oro dei ritmi centroamericani che erano stati anche gli anni ruggenti di Tito e della sua Orchestra; e chissà se sarà rimasto indispettito - ancora dopo tanti decenni - del ritorno in auge, grazie a Lou Bega, di ‘Mambo n.5’, scritta dall’eterno rivale dei Cinquanta, Perez Prado".
Sul "Messaggero" firma l’articolo dedicato a Tito Puente Marco Molendini. "Non avrebbe mai smesso di suonare, Tito, come lo chiamavano tutti (il vero nome è Ernesto Antonio), per quell’identificazione assoluta, comune a molti jazzisti, fra musica e vita (...) E’ stata una carriera animatissima la sua: oltre cento dischi, cinque grammy (l’ultimo è del febbraio scorso per ‘Mambo birdland’) (...) perfino un discreto curriculum cinematografico: da "Radio days" di Woody Allen, dove recitava nei panni di Xavier Cugat, a "Mambo kings" che qualche anno fa rilanciò in tutto il mondo il ritmo cubano".
Anche il "Giorno" pubblica un breve profilo di Tito Puente, firmato da Marco Mangiarotti che del musicista scrive: "Ernest Anthony Puente passerà alla storia come il più grande e longevo band leader latino dopo Machito".