Paul Potts presenta `Cinema Paradiso´: `La mia vita tra musica e cinema´

Paul Potts presenta `Cinema Paradiso´: `La mia vita tra musica e cinema´

Da un negozio di telefonini alla carriera di cantante, che lo ha portato a vendere cinque milioni di copie nel mondo. Il tutto passando per lo show Britain's got talent, programma televisivo inglese che trasforma i dilettanti inglesi in star della canzone. Se gliel'avessero raccontato qualche anno fa, probabilmente Paul Potts non ci avrebbe creduto. E invece oggi è qui a Milano, a presentare il suo nuovo album "Cinema Paradiso", una raccolta di canzoni interpretate con il suo tipico stile da tenore e tratte dalle colonne sonore di film come "Titanic", "Il Padrino" e appunto "Nuovo Cinema Paradiso". Per lui si tratta della terza prova in studio, dopo aver esordito nel 2007 con "One chance".
"Per me questo è sicuramente un album di ispirazione cinematografica, ma che soprattutto raccoglie brani che hanno un grande significato per me", racconta Paul, "Molti di questi film li ho scoperti strada facendo, addirittura poco prima di iniziare le registrazioni il disco, come `Colazione da Tiffany´ ad esempio. Altri film invece sono stati una parte importante della mia vita: ho visto per la prima volta `Nuovo Cinema Paradiso´ da giovane, durante un corso all'università, e me ne sono subito innamorato, un po' come dal punto di vista musicale mi è successo con José Carreras, che ha rappresentato per me il primo impatto con l'opera, la musica che proprio voi italiani avete portato nel mondo".
Ma cosa ha influito di più nella scelta dei brani, il cinema o la musica? "Di fatto tutte e due: ma soprattutto la seconda, è lei che guida tutto e ti tocca dentro. Non puoi non essere commosso dal dramma e dalla sensibilità di `Parla più piano´, il tema del Padrino, è uno dei tanti capolavori di Nino Rota. Ne ho ascoltati molti altri, era un genio perché scriveva delle musiche che ti facevano capire immediatamente di cosa parlava il film, anche senza vedere le immagini. Ci sono molti altri esempi, come la colonna sonora de "La Strada" di Fellini, bastano quelle note a capire di cosa parla anche senza leggere la trama. Poi c'è qualcosa di veramente rilassante nel tema di `Nuovo Cinema Paradiso´, che ti porta la mente altrove".
Nel disco è presente anche il singolo "Il mio cuore va", versione italiana della celebre "My heart will go on" portata al successo da Celine Dion. "È una canzone molto bella e famosa, ma la preferisco nella vostra lingua, perché le dà molta più musicalità e grazia, rende di più e mi viene più naturale cantarla così".




La scelta dell'italiano non è casuale, perché Paul ha da sempre un rapporto molto stretto con il nostro paese, non solo dal punto di vista musicale: "Ho passato cinque mesi a Rimini, sulla Costa Adriatica e imparare la lingua mi ha decisamente aiutato per cantare da tenore. È sempre stato un grande piacere stare in Italia, sono tornato diverse volte in questi anni: è un posto come speciale, nessun altro nel mondo, ha qualcosa di unico che non si può definire, ti fa sentire come a casa" sostiene lui, "Tenori come Luciano Pavarotti, con il quale ho avuto la fortuna di fare anche delle lezioni di canto a Modena, e compositori come Verdi e Puccini hanno dato un contributo fondamentale alla storia della musica, mi hanno formato sin da bambino, quando esercitare la mia voce era l'unico modo per sopportare la solitudine o i bulli della scuola".
Potts ha raggiunto la fama grazie a Britain's got talent e viene naturale chiedergli un parere proprio sui talent show: "Sono una grande opportunità, ma da soli non bastano", risponde lui, "Devi lavorare molto sodo per mantenere quello che hai conquistato. Molti artisti pensano che basti vincere uno show come ho fatto io. Ma non è così, quello è appena l'inizio".
Dopo un'infanzia non facile, diversi problemi di salute alla spina dorsale, alla gola e perfino qualche difficoltà economica, Paul Potts aveva quasi abbandonato il sogno di fare il cantante. Ma poi per fortuna la sua chance si è presentata. "Mi ritengo una persona fortunata, ma è anche merito mio. Ho sempre pensato che il mio destino era proprio questo, salire sul palco e cantare. Anche quando lavoravo alla  Carphone Warehouse a Bridgend, una piccola cittadina inglese, sapevo di avere talento. L'importante è che sono riuscito a dimostrarlo, non tanto il percorso che ho fatto per arrivare qui", conclude il tenore inglese.

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