La stampa inglese stronca ‘Nôtre Dame de Paris’ ma non la musica di Cocciante

La stampa inglese stronca ‘Nôtre Dame de Paris’ ma non la musica di Cocciante
E’ approdato nella tanta del leone, ovvero Londra, città per eccellenza del musical, "Nôtre Dame de Paris", lo spettacolo musicale (quasi) tutto francese, scritto da Luc Plamondon e Riccardo Cocciante che ne ha composto le musiche. L'evento della prima è oggi protagonista nelle pagine degli spettacoli delle principali testate. E, come riporta tra gli altri Gino Castaldo in un lungo articolo su "Repubblica", la stampa britannica ha sparato a zero sullo show (che in Francia ha riscosso un successo clamoroso), salvando solo la componente musicale dello spettacolo. "Il Nôtre Dame di Riccardo Cocciante e Luc Plamondon è andato a sbattere contro uno sbarramento di critiche impietose, massacranti, e tutto sommato anche ingenerose. Alcuni critici non hanno nascosto perfino un certo pregiudizio antifrancese ("this gallic musical") e hanno infierito con battute a tutto spiano ("Quasi-modo, quasi-musical"). Di sicuro il coro è stato unanime. Tranne che per le musiche, spesso tenute in buon conto, apprezzate anche dai più intransigenti in un mare di giudizi negativi (...) Ora il responso tocca al pubblico, che peraltro sembra gradire molto le novità di questo progetto. Le prevendite vanno a gonfie vele, e le otto anteprime a pagamento sono andate benissimo". Castaldo dà poi un suo giudizio critico sullo spettacolo, sottolineando che: "Se proprio si vuol cercare un difetto nel progetto, è nella struttura drammaturgica, certamente carente, poco delineata nel definire i personaggi. L'effetto complessivo è quello di un opera-pop, un melò a tinte forti, del tutto privo di ironia, in fin dei conti chiassoso e mai attento a cogliere le ombre di una storia che oltretutto è arcinota (...)Ma un musical è fatto soprattutto di melodie, e su queste è difficile rimanere insensibili. La struttura musicale è incalzante, salta quelle parti più tradizionalmente narrative che in genere appesantiscono i musical, e si articola attraverso una successione incessante di canzoni, ben fatte, alcune irresistibili e destinate a stamparsi indelebilmente della memoria del pubblico".
Sulla "Stampa" è Marinella Vengoni a occuparsi dell’evento, con un’attenta descrizione innanzitutto del clima in platea di questa prima, al Dominion Theatre, con i protagonisti consapevoli del severo giudizio che li attendeva: "Il nervosismo non mancava perciò l’altra sera, alla prima ufficiale dello spettacolo in inglese, con l’italo-australiana Tina Arena nella parte di Esmerlada; ma la serata è stata coronata da un bellissimo successo, con anche un piccolo tifo italiano per Cocciante (...) divenuto a 50 anni, grazie a questa pazza idea, un compositore rispettato e conteso; arrivato in sala al braccio di una smagliante Sophia Loren in veste di portafortuna, s’è goduto i numerosi applausi a scena aperta e i complimenti di spettatori non dilettanti come Andrew Lloyd Webber, Joan Plowright la vedova di Sir Laurence Olivier, la mini soprano Charlotte Church, più i massimi responsabili delle tv che contano in Inghilterra". Anche la Venegoni sottolinea il valore della proposta musicale dello spettacolo e scrive: "La storia della zingara Esmeralda (...) si dipana fino al dramma finale senza parlato, attraverso una serie di canzoni dalle melodie ariose e spesso bellissime". A margine del commento allo spettacolo, un breve articolo in cui vengono riportati i commenti, testata per testata, dei giornali inglesi e alcune dichiarazioni di Riccardo Cocciante che anticipa l’arrivo del musical anche in Italia, per il 2001.
Sul "Corriere della Sera", Ranieri Polese commenta a proposito della presenza di Sofia Loren: "Per una serata d’eccezione ci voleva una madrina d’eccezione. Come Sofia Loren, entrata in teatro al braccio del compositore. ‘Ci aveva promesso di venire’ racconta David Zard, manager di Cocciante. ‘La prima di Londra era l’occasione giusta. Sofia avrebbe dovuto andare a Napoli per i festeggiamenti per Eduardo De Filippo, e invece è stata con noi. Come ho fatto a convincerla? Le ho detto: Sofia, tu porti bene, ricordati di Benigni all’Oscar. E lei è venuta’". A proposito dello show, e delle critiche negative riservategli dalla stampa, Polese commenta: "Il bersaglio di tanta ostilità è la musica registrata, su cui i cantanti si inseriscono con i microfoni. ‘Tutto previsto’ commenta tranquillo Cocciante. ‘Sapevamo che un Paese molto protezionista non ce l’avrebbe fatta passare liscia. Loro difendono la tradizione del musical con orchestra, noi abbiamo portato la novità’".
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