Rio De Janeiro, quattro rapper arrestati per istigazione a delinquere

Rio De Janeiro, quattro rapper arrestati per istigazione a delinquere

La polizia brasiliana ha arrestato quattro rapper con l'accusa di istigazione a delinquere: i fermati, Wallace Ferreira da Mota, Fabiano Batista Ramos e suo fratello Frank, tutti del quartiere Alemao, un sobborgo della megalopoli carioca recentemente tornato sotto il controllo delle autorità, e Max Muller da Paixao Pessoa, residente a Vila Cruzeiro, un altro dei quartieri più pericolosi della città, sono stati imputati, oltre che per incitazione a commettere reati, anche di traffico di droga e appartenenza alle gang locali. I quattro hanno rifiutato di rispondere alle domande degli inquirenti in attesa dell'apertura del processo. Sviluppatasi in un primo momento a San Paolo intorno alla metà degli anni Ottanta, la scena rap brasiliana è considerata dall'industria discografica internazionale una delle più vaste al mondo: a Rio De Janeiro attecchì maggiormente la corrente funk, più incentrata su tematiche edoniste come sesso e droga e ampliamente influenzata dalla violenza che affigge soprattutto gli slum che circondano le zone centrali della città. Le frizioni tra rapper e autorità aumentarono all'inizio degli anni Novanta, quando gli "squadroni della morte" (corpi paramilitari sia privati che pubblici dediti ad azioni dimostrative di ritorsione contro la piccola criminalità) uccisero, nel solo 1991, oltre 870 "meninos de rua": all'epoca, nei sound system diffusissimi negli slum di Rio, presero piede brani molto duri come "Pânico na Zona Sul" ("Panico nella zona Sud"), "Tempos Difíceis" ("Tempi duri") e "Tô Feliz, Matei o Presidente" ("Sono felice, ho ucciso il presidente"), dedicata all'allora primo cittadino carioca Fernando Collor, colpito da impeachment per corruzione.

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