Santana a tutto campo, ne parla anche Verdone

Santana a tutto campo, ne parla anche Verdone

O niente, o troppo.

Viene quasi da pensarla così, scorrendo i quotidiani della rassegna di Rockol, considerando lo spazio destinato a Carlos Santana. Mentre tutti gli altri preferiscono concentrarsi sul festival di Cannes, il "Corriere della Sera" e "Il Giorno" dedicano invece al baffo due ampi servizi in vista del suo arrivo in Italia: il 23 a Milano ed il 25 a Bologna. Su "Il Giorno" Riccardo Russino cucina un pezzo in cui si ripercorre la trentennale storia del grande chitarrista, avvertendo già in incipit che il concerto di martedì sera al Forum di Assago (MI) è già tutto esaurito. Lo stesso autore correda poi il suo pezzo con una sorta di "discografia ragionata" in grassetto. Sul Corsera, invece, Mario Luzzatto Fegiz preferisce estrarre spezzoni di dichiarazione da "un recente video". Il tono generale è però quello d'una intervista a "tu per tu", in cui si passa dalla politica (e Fegiz giustamente ricorda la famosa "molotov sul palco" al Vigorelli di Milano di 23 anni fa) ad Hendrix ("Si credeva fermamente che la musica come quella di Hendrix potesse cambiare il mondo"), dalla chitarra alla world music. Interessante la scelta d'incastonare un "budello" tra il pezzo di Fegiz e quello di Carlo Verdone. Nel budello vengono riportate le "cifre di Santana": nato il 20 luglio 1947 in Messico, a Woodstock nel 1969, per la prima volta al numero uno in Italia con "Santana III" nel 1971, 15 milioni di copie di "Supernatural" vendute nel mondo, delle quali 500.000 in Italia. Ma Verdone cosa dice? L'attacco: "Conobbi per la prima volta la musica di Carlos Santana nel lontano 1969. Eravamo appena rimasti scioccati dall'esordio travolgente e devastante dei Led Zeppelin di Robert Plant e Jimmy Page che subito, dopo pochi giorni, uscì un misterioso album sulla cui copertina era impressa la testa di un leone minaccioso". Verdone afferma poi che tra fine Sessanta ed inizio Settanta "difficilmente si sbagliava disco" e che di Santana seppe di più dalla rivista "Big". Oltre, Verdone scrive che "gli album che seguirono furono all'altezza della fama conquistata con il primo. Poi l'incisione di 'Europa', primo brano lento da pomicio, più da night club che non da rockettaro gli fece sicuramente perdere il pubblico in maglietta, per conquistarsi quello in giacca e cravatta". Il pezzo verdoniano si chiude riportando un episodio del 5 luglio 1996, in cui lo stesso comico e regista incontrò il musicista prima del suo concerto all'Olimpico di Roma.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.