Don Henley: ‘Il rock di oggi è illetterato’

E’ stato presentato con un concerto nei Calver Studios di Los Angeles "Inside job", il nuovo album di Don Henley, batterista degli Eagles, che segue a undici anni di distanza "The end of innocence". Una presentazione, riporta Andrea Spinelli del "Giorno", in cui si è parlato di "famiglia, responsabilità paterne e coscienza ambientalista", con una presa di distanza netta dalla stagione della droga mescolata al rock’n’roll. "‘La droga aiuta a scrivere, ma quello che non ti fa pagare subito te lo mette in conto poi’, spiega. ‘Meglio il matrimonio e i figli per rigenerare quegli stimoli che il logorio di questo lavoro ti toglie giorno dopo giorno. La musica mi ha salvato la vita e le porto rispetto’". Quanto alla lunga gestazione di questo nuovo disco, Henley ha dichiarato: "Dopo un ventennio sulla cresta dell’onda, o sulla ‘corsia di sorpasso’ come dice una vecchia canzone degli Eagles, ero stanco di questo mestiere, della mia faccia e della mia voce. Ho capito che dovevo prendermi una pausa e riconsiderare la mia vita. Così mi sono sposato, dedicandomi anche a progetti diversi dalla musica". Quanto a una possibile reunion con Glenn Frey e compagni, Henley spiega: "Gli Eagles sono un gruppo che ha cominciato a sciogliersi il giorno in cui si è riunito. Forse incideremo un nuovo disco, ma per farlo bisogna avere le canzoni giuste. Per quanto riguarda i concerti, invece, stiamo valutando l’ipotesi di un tour di fine anno in Cina, Australia e Nuova Zelanda".
Paolo Zaccagnini per il "Messaggero" riporta altre dichiarazioni del batterista texano che dichiara: "Andrò in tour prima negli Stati Uniti poi Canada, se le cose funzioneranno vedremo se verremo anche in Europa - spiega serio - perché oggi fare tour è molto costoso. Mi piace l’idea che ‘Inside job’ sia un album che cresce lentamente, che la gente pensi che scrivo meglio, di cose a me vicine". E a proposito dell’importanza del linguaggio nelle sue canzoni aggiunge: "Lavoro con le parole perché molto rock di oggi è illetterato, stupido. Negli anni ’60 scrivevamo di diritti civili, femminismo, il Vietnam (...) Oggi le multinazionali puntano solo ai teen-agers. Backstreet Boys, Britney Spears...soldi facili, tanti, che finiscono presto. Non vedo Beatles, esplosi con canzoni facilissime ma che poi ci hanno dato ‘Revolver’, ‘Abbey road’".
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