Universal Music Collection: 'Quante scoperte, negli archivi PolyGram'

Universal Music Collection: 'Quante scoperte, negli archivi PolyGram'

Il best seller della collana, tremilacinquecento copie, è il cofanetto di Angelo Branduardi, cinque cd in vendita al pubblico al prezzo “budget” di 27 euro circa (17 euro il prezzo al rivenditore). L’immediato inseguitore,  tremilatrecento copie, è il box set da 11 Cd delle Orme venduto intorno ai 32 /33 euro. Mentre la grande sorpresa è“Maracaibo”, primo album di Enrico Nascimbeni datato 1979 (con la collaborazione di Roberto Vecchioni), che due settimane fa si è sorprendentemente piazzato nella Top 15 di iTunes. 

Giunta al quarantatreesimo numero, la Universal Music Collection è diventata un piccolo “cult”, a dimostrazione della fame di materiale storico che ancora muove all’acquisto pochi ma dedicati consumatori di musica. “Tutto è iniziato un giorno durante una riunione di lavoro con alcuni colleghi dello Strategic Marketing: in quell’occasione ho proposto l’idea di recuperare in modo sistematico il repertorio storico della PolyGram”, spiega Leo De Rosa, A&R del reparto Universal che si occupa di back catalog e, appunto, di “marketing strategico”. “Il successo del cofanetto di Branduardi? E’ dovuto alla riscoperta di due rarità assolute che in trent’anni nessuno aveva più sentito, ‘Highdown fair’ e ‘Fables and fantasies’ (versioni in lingua inglese rispettivamente di ‘Alla fiera dell’Est’ e de ‘La pulce d’acqua’). “Anche i cofanetti di prog italiano  – con materiale di Jumbo, Il Balletto di Bronzo, De De Lind, La Locanda delle Fate, Latte e Miele – sono andati molto bene: dei primi due volumi abbiamo venduto duemilacinquecento esemplari a testa, gli altri sei sono andati progressivamente in calando da duemila a milleduecento copie ciascuno. Qualcuno ha criticato certe scelte, ad esempio l’inclusione di cantautori come Maurizio Fabrizio e Mauro Pelosi, ma io mi sono ispirato al  sito Italian Prog, il più serio e documentato che ci sia. Gli artisti, contenti che qualcuno finalmente riscopra le loro opere, sono stati molto collaborativi. Pelosi mi ha fornito di persona due vinili, dal mio ufficio è passata gente come gli Stradaperta e Pasquale Minieri dei Carnascialia…”. E il progetto ha cominciato a incontrare interesse, anche all’estero. “Un mio collega della Universal giapponese, Minoru Harada, mi ha contattato e dopo avere ascoltato il nostro lavoro ha deciso di ripubblicare in formato SHM (Super High Material) sedici album originali dell’epoca tirati in mille copie ciascuno utilizzando le grafiche e i master originali.  Oggi, i nostri cofanetti circolano di importazione anche in Germania, Olanda, Stati Uniti e in altri Paesi”.

E non sono stati solo il prog e le rarità a smuovere il mercato: “No, i box di Alberto Fortis e Roberto Vecchioni hanno superato le duemila copie, con Eugenio Finardi e Biagio Antonacci ci siamo vicini. Mentre il cofanetto di Orietta Berti ha già fatto più di millecinquecento copie ed è in continuo riordino”. Al di là dei numeri, sono le scoperte inattese il sale di questa operazione malauguratamente troppo rara nella discografia italiana. “Mi sono innamorato di un cantautore che non conoscevo, Giorgio Laneve”, racconta De Rosa. “Ho ritrovato due suoi album bellissimi, purtroppo non riesco a rintracciarne altri due che la Decca Italia vendette all’epoca alla Polygram… potrebbero anche essere finiti in Germania. Grazie a Claudio Dentes, qualche mese fa ho conosciuto Niko Papathanassiou, fratello di Vangelis nonché ex direttore artistico della Polydor italiana. E’ stato lui a permettermi di rintracciare una vecchia canzone dei  Panda scritta da Vangelis su testo di Carla Vistarini… Ma potrei continuare, ricordando ‘Affittasi’, un album di Shel Shapiro datato 1970, e ‘Maurizio’ di Maurizio Arcieri”. Non tutto il materiale, però è destinato a essere ripubblicato: “Se si tratta di nastri che all’epoca non vennero pubblicati, è necessaria l’autorizzazione dell’artista e del produttore. Che a volte, purtroppo, non arriva: in archivio abbiamo un disco in inglese delle Orme, ‘Hidden truth’, che è la versione inglese di ‘Verità nascoste’. E sei inediti in spagnolo di Patty Pravo prodotti da Bill Conti, con versioni di ‘Love story’ e di ‘Emozioni’ di Lucio Battisti…Il difficile non è tanto rintracciare le matrici, anche se qualche volta abbiamo difficoltà a ritrovare i vecchi multitraccia analogici utilizzati per i missaggi e qualche vinile è andato perduto nell’arco di tre traslochi. Il vero problema è ritrovare le label copy, indispensabili per recuperare le informazioni su crediti, autori, edizioni: siccome i nuovi master sono destinati anche ad iTunes e agli altri negozi digitali, bisogna anche assegnare a ciascuno di essi un codice di identificazione ISRC”. 

L’imponente lavoro di rimasterizzazione, che si è avvalso della collaborazione di diversi studi di registrazione (“abbiamo lavorato con Fonoprint, con Atlantis, con Elettroformati, e con lo studio che Marco D’Agostino, per tanti anni a fianco di Eros Ramazzotti, gestisce con Umberto Iervolino”), è partito dal recupero delle matrici originali in quarto di pollice: sottoposte, quando necessario, a procedimenti di restauro come la “cottura” in appositi forni. “Purtroppo ci siamo accorti che nel nostro archivio anni ’60 e ’70 (oggi  ospitato presso un magazzino ubicato a Bollate, in condizioni climaticamente controllate) ci sono molti nastri che non sono stati adeguatamente ‘salvati’: il che mette a repentaglio il patrimonio dell’azienda”. E’ capitato così di trovarsi di fronte a materiale inutilizzabile. “Sì, fortunatamente solo in pochissime occasioni: ad esempio per una canzone di Max Meazza con i Pueblo. In quei casi sono ricorso al prezioso aiuto dei collezionisti, dai cui vinili originali abbiamo ricavato i brani mancanti”. Note dolenti, per chi è abituato alle ripubblicazioni della Rhino (oggi gruppo Warner), della Repertoire e delle altre benemerite etichette dedite al recupero di materiali storici: l’assenza di booklet corposi, corredati da note storiche e biodiscografiche esaurienti e da un adeguato apparato  iconografico. “Capisco le lamentele”, si difende De Rosa, “ma per comprendere certe logiche bisognerebbe mettersi anche dall’altra parte della scrivania. Faccio tutto da solo, anche se ho una spalla preziosa in Claudio Magnani. E comunque un booklet come si deve lo faremo di sicuro per l’edizione deluxe di ‘Felona e Sorona’ delle Orme che pubblicheremo prossimamente. Negli archivi ho scoperto la versione inglese dell’album, pubblicata all’epoca solo nel Regno Unito. La faremo rimasterizzare da Maurizio Biancani al Fonoprint e la metteremo in commercio con l’album originale. Proprio in questi giorni mi vedrò con Aldo Tagliapietra…Faremo giustizia delle tante orribili edizioni in Cd che circolano in giro”. Ma anche i box set non sono giunti al capolinea. “Oggi c’è chi, come Bandabardò ed Enrico Ruggeri, ci affida il lavoro su commissione. Io, invece, sto per mettermi al lavoro  su un cofanetto dedicato a Nino Ferrer”, anticipa De Rosa. “Mi sono messo in contatto con la famiglia e con la Barclay, che mi ha messo a disposizione un favoloso concerto del 1970 al Sistina mai pubblicato su Cd in Italia. Nel box ci saranno le sue canzoni in italiano e quelle in francese, e anche due bellissimi dischi di genere progressive, ‘Mètronome’ e ‘Nino Ferrer and Leggs’. Spero che possa uscire la prossima primavera”.  

 

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