NEWS   |   Italia / 29/11/2010

Esce l'album de Il Volo: destinazione lo stardom internazionale?

Esce l'album de Il Volo: destinazione lo stardom internazionale?

Per qualcuno l'occasione della vita significa partecipare a X Factor o salire sul palco di Sanremo (loro, per inciso, hanno già dato: l'anno scorso, e nell'invidiata veste di "superospiti"). Ma per Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, i tre "tenorini" sedicenni dall'ugola d'oro lanciati dal programma tv "Ti lascio una canzone" e ribattezzatesi Il Volo (Alberto Radius e Mario Lavezzi non c'entrano, stavolta...) la posta in gioco è molto più alta: si tratta di provare a conquistare il mercato statunitense, e il mondo intero. Una scommessa, forse anche un azzardo. Ma intanto partono con il piede giusto e una spinta vigorosa, se è vero che - unici italiani nella storia - sono stati messi sotto contratto direttamente dalla Interscope (gruppo Universal) di Jimmy Iovine, guru del pop rock americano che per gli addetti ai lavori non ha bisogno di presentazioni. E che la stessa Universal, dopo avere battagliato con altre major discografiche per accaparrarseli, ha stanziato per loro un budget milionario che pochissimi artisti italiani (si contano sulle dita di una mano) oggi si possono permettere. Per sapere come reagirà il pubblico a stelle e strisce e il resto del mondo bisognerà attendere il San Valentino 2011, ma intanto "Il Volo"  esce domani in Italia con in anteprima mondiale, per capitalizzare sul lavoro promozionale già svolto e non rinunciare alla ghiotta occasione del mercato natalizio. E così eccoli qui, i tre giovani portenti, con la loro freschezza e il loro entusiasmo da teen ager bilanciato dall'esperienza e dall'astuzia dei due "tutor": Tony Renis, che ha curato la produzione del disco a fianco di un altro asso del pop made in Usa, Humberto Gatica; e Michele Torpedine, che si occupa del management forte delle esperienze internazionali acquisite con Zucchero e Andrea Bocelli. Sembrano eccitati ma sicuri di sé, i tre ragazzini, alla vigilia di un tour internazionale che partirà il 7 dicembre da Parigi. Destano impressione, già così a loro agio nello star system internazionale: sdoganati da Quincy Jones, che lo scorso febbraio li ha voluti al suo We are the world for Haiti accanto a grossi calibri come Celine Dion, Carlos Santana, will.i.am, Barbra Streisand... "Beh, ci davamo continuamente dei pizzicotti per essere sicuri che fosse tutto vero", raccontano passandosi la parola con un perfetto gioco di squadra. "Tutti sono stati gentilissimi e ci hanno fatto tanti complimenti. Abbiamo capito che anche i più grandi possono essere umili, è una lezione da non dimenticare". Sono già in tanti, in America, a volergli dare una mano. "Anche Paul Anka, che li vorrebbe con sé per un mini tour della East Coast a inizio 2011 e che sogna di portarseli a Las Vegas", racconta Renis, raggiante. "Sarebbe una bella occasione di crescita. Devono fare un po' di gavetta da palcoscenico e Paul è la persona giusta per fargli da maestro". Non solo la comunità artistica, ma anche i media statunitensi sembrano pronti ad accoglierli a braccia aperte: saranno prossimamente in tv ad "American idol", dalla regina dei talk show Oprah Winfrey e dal leggendario Larry King, prossimo a dire addio alla televisione ("Incrociamo le dita, aspettiamo la conferma nelle prossime ore", dice Renis). Il fatto è che all'Italia gli States continuano a chiedere melodia tradizionale e bel canto (Bocelli docet), e "Il Volo" sembra studiato a tavolino per accontentarli: le dieci canzoni dell'album, prodotte con grandi mezzi (gli archi sono stati registrati ad Abbey Road) ammiccano al pop classico e al pop lirico, da Jimmy Fontana ("Il mondo") a Mario del Monaco ("Un amore così grande"), passando per Al Bano ("E' la mia vita"). L'impavido Renis ha "poppizzato" il motivo del cigno dal "Carnevale degli animali" di Charles Camille Saint-Saëns (il risultato si intitola "Notte stellata") e adattato per le loro tre voci il Morricone di "C'era una volta in America" e "Malena", facendosi aiutare da Mogol. I giovanissimi vocalist gorgheggiano disinvolti in spagnolo su "El reloj" (già nel repertorio di Mina) e in inglese sulla "Smile" di Charlie Chaplin, intonando un inedito scritto apposta per loro dalla hit maker Diane Warren (di cui riprendono anche "Painfully beautiful" dalla colonna sonora di "Armageddon": bonus track, insieme a "Torna a Surriento", della versione digitale per iTunes). E non rinunciano, ovviamente, a quella " 'O sole mio", che fece spellare le mani al pubblico del programma di Antonella Clerici:



E che qui torna in versione "alla Elvis Presley". Non si sono fatti mancare niente, insomma. "Per questo ci siamo ribattezzato Il Volo. Ci sentiamo sollevati da terra", spiegano Ignazio, Piero e Gianluca. Che pure sembrano avere mantenuto (per loro fortuna) il senso della realtà. "Facciamo tutti le scuole superiori. E anche se la musica è la nostra vita e la nostra passione, nel tempo libero studiamo, invece di giocare a calcio". Molto saggi, per la loro età ("Ci preoccupiamo di conservare le corde vocali. Cantiamo col diaframma, sennò tra quattro anni avremo già perso la voce"). E riconoscenti verso chi li ha fatti arrivare fin a qui: "A cominciare dal regista Roberto Cenci, che ha avuto il fiuto di metterci insieme. E dal compianto avvocato Peter Lopez, che ci ha procurato il contratto con la Universal facendo vedere a Iovine e a Ron Fair il video su YouTube di ' 'O sole mio'. 'Ti lascio una canzone' è stata una bella esperienza, ma pensavamo che finisse tutto lì. Invece, dopo 9 giorni, Renis e Torpedine ci hanno telefonato dicendoci che erano interessati a noi. Capita l'importanza del progetto che stava crescendo intorno a noi, ce l'abbiamo messa proprio tutta per essere all'altezza della situazione. In studio, a Roma e a Los Angeles, abbiamo avuto modo di crescere. Impegnatevi, continuavano a ripeterci. Metteteci il cuore, emozionatevi. Ed è quello che abbiamo fatto. Gatica insisteva per farci capire ogni sfumatura del testo. Abbiamo detto la nostra, abbiamo cantato brani che sono nelle nostre corde. Oggi siamo come tre fratelli: e da fratelli, discutiamo e ci diciamo tutto in faccia. La nostra forza, oltre alla spontaneità, sta nella complicità". Confessano gusti eterogenei, da Fabrizio De André a will.i.am, da Michael Jackson a Michael Bublé. E sperano di conquistare anche i ragazzi della loro età, non solo i nostalgici e gli emigrati, grazie a una freschezza e a un timbro vocale da adulti fatti e formati. Il difficile, semmai, verrà dopo, una volta svanito l'effetto sorpresa (nella beneaugurata ipotesi che la Universal eserciti l'opzione per gli album successivi). I loro tutori ci stanno già pensando: "La qualità vocale dei ragazzi ci ha fatto subito immaginare un progetto a lungo termine: qui c'è una dimensione artistica importante, si tratta solo di trovare il repertorio giusto", assicura Torpedine. "Ma trovare belle canzoni in giro è difficilissimo", riflette Renis. "Prima aspettiamo le reazioni al primo album, poi penseremo al successivo. Ci potrebbe essere spazio per tre o quattro inediti, accanto a nuove cover". Uno dei quali, magari, scritto di pugno dai tre ragazzi prodigio. "E' un altro dei nostri sogni, sì", confessano ormai a briglia sciolta. "Come duettare con Bono o con Celine Dion".

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