L’Italia rischia ritorsioni commerciali: è in ritardo nella lotta alla pirateria

I ritardi nell’approvazione della nuova legge antipirateria, legati ai travagli del governo di centrosinistra, hanno provocato la temuta reazione da parte del governo americano. L’Italia è finita nel mirino degli organi federali che tutelano il commercio negli Stati Uniti: l’accusa è quella di non proteggere adeguatamente i diritti di proprietà intellettuale in aperta violazione dei trattati internazionali che regolano la delicata materia dei copyright. E così la rappresentante di Stato del Commercio Americano Charlene Barshefsky ha annunciato formalmente l’intenzione di avviare una disputa commerciale contro il governo italiano di fronte all’Organizzazione Mondiale del Commercio. Questo significa che le autorità italiane avranno tempo fino a settembre per regolarizzare la situazione con l’approvazione di una nuova, più severa normativa antipirateria: in caso contrario, una volta decorso il termine, potrebbero scattare nei confronti del nostro paese pesanti azioni di ritorsione commerciale. L’azione è appoggiata dalla International Intellectual Property Alliance, dalla associazione internazionale dei discografici Ifpi e dalla affiliata statunitense Riaa, che solo un mese fa, nel corso di un meeting con esponenti del governo italiano svoltosi a Roma, avevano – come Rockol ha già riferito - ricevuto assicurazioni in merito alla imminente entrata in vigore della nuova normativa, destinata a contrastare un’attività illecita che nel campo dei supporti audiovisivi inciderebbe, secondo le ultime statistiche internazionali, in misura del 25 per cento del mercato legale. La proposta di legge, che prevede sanzioni penali e multe più pesanti a carico di pirati e contraffattori, risale addirittura all’ottobre del ‘96, e venne redatta all’epoca per iniziativa del governo Prodi. Ma da allora, complici anche l’instabilità politica e le lungaggini degli iter parlamentari, sono stati fatti pochi passi avanti: approvato dal Senato alla fine dell’anno scorso, il testo di legge giace infatti da mesi alla Camera dei Deputati. Ed è da vedere se, con tutte le matasse che si trova a dover sbrogliare, il neonato governo Amato sarà capace di affrontare la questione con la dovuta tempestività.
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