Badfinger in tribunale

La tormentata vicenda del gruppo, che fu funestato da ben due suicidi negli anni ’70, si va completando con un capitolo legale presso l’Alta Corte di Londra. Oggetto della contesa il disco "Day after day", ricavato da un nastro registrato dalla band nel 1974 e prodotto da Joey Molland, già chitarrista e cantante dei Badfinger. Questi ritiene che il suo lavoro sul disco meritasse un compenso più elevato che non le semplici royalties, come da contratto con la etichetta che ha pubblicato l’album. La vedova di Tommy Evans e la ex compagna di Peter Ham, insieme al batterista Michael Gibbins, si oppongono, sostenendo che Molland fece effettuare le registrazioni di nascosto, e altrettanto clandestinamente negoziò un contratto che escludeva le altre parti aventi diritto, senza nemmeno consultarle sull’uscita del disco. Disco che ha finora permesso un ricavo di 46.561 sterline - il processo fino a oggi ne è costate 100.000 in spese legali.
Vuoi leggere di più su Badfinger?

rockol.it

Rockol.com s.r.l. - P.IVA: 12954150152
© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Privacy policy

Rock Online Italia è una testata registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996