Spagna, Comuni e Regioni rivogliono indietro l'equo compenso sui media digitali

I Comuni spagnoli e il governo regionale della Catalogna bussano alla cassa della SGAE, la SIAE spagnola, per riavere indietro il denaro versato a titolo di “equo compenso”.  Lo scorso 21 ottobre, decidendo su una vertenza che oppone la società iberica degli autori a Padawan (azienda distributrice di memorie ottiche), la Corte di Giustizia dell’Unione Europea aveva decretato che la royalty per copia privata incorporata nella vendita dei media digitali (cd e dvd vergini, pc, lettori mp3 e smartphones) era stata applicata dalla SGAE in maniera indiscriminata e non conforme alla legislazione europea, estendendosi alle utenze professionali oltre che agli usi privati. Di conseguenza, sulle somme incassate a partire dal 1987 è sorto un contenzioso che vede attivarsi per la riscossione dei rimborsi diversi enti istituzionali: tra questi, oltre al governo catalano, figurano le amministrazioni comunali di città come Barcellona,  León e Cadice, il parlamento delle Isole Baleari e la Camera di Commercio della città galiziana di Lugo.

Come in Italia, anche in Spagna le leggi sulla proprietà intellettuale consentono ai privati cittadini di copiare opere tutelate senza richiedere l’autorizzazione degli autori: a titolo di compensazione le stesse norme prevedono tuttavia  l’applicazione di un diritto (il cosiddetto “equo compenso”) su tutti gli apparecchi e i supporti atti alla duplicazione (la legge, in vigore dal 1987, è stata estesa a partire dal 2008 ai media digitali). 

Un portavoce della SGAE ha precisato che nessun ente istituzionale ha ancora richiesto la restituzione delle somme versate alla società degli autori. Si tratta di cifre simboliche  (il Comune di Barcellona, l’unico per ora ad averla quantificata, pretende la restituzione di 74,142 euro) che tuttavia aprono un fronte potenzialmente ampio e spinoso a livello nazionale ed europeo; nel 2009 le società di collecting spagnole hanno incassato complessivamente dalla “tassa digitale” 90 milioni di euro.

  

 

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